Lotta al degrado o lotta ai poveri? Se la retorica anti-degrado del Comune di Lucca diventa guerra ai più poveri.

L’amministrazione Tambellini prosegue inesorabilmente la sua virata a destra, sarà la pressione dei renziani e dei marcucciani pronti a candidarsi, sarà la retorica dei giornali, sarà la solita paranoia del “consegnare la città alle destre”, che anche se divise come non mai, sono l’alibi migliore per una giunta che non ha mai avuto il coraggio di fare politiche in discontinuità rispetto a Fazzi e Favilla.

Ultima tra le tante è la novità di qualche mese fa: il nucleo operativo anti-degrado promosso dall’assessore/sceriffo Francesco Raspini (delega alla sicurezza), che da buon poliziotto quale è, ha messo insieme un pool di vigili per combattere il degrado a suon di multe e telecamere.

Benissimo diranno i più, troveremo la soluzione alle strade in dissesto, alle scuole con soffitti pericolanti, al patrimonio urbanistico abbandonato? No, pare che l’unica priorità sia combattere le pericolosissime attività illecite quali accattonaggio e vendita abusiva di merci. Verbali su verbali sono stati stilati dai solerti vigili urbani che sono attivi fintanto che c’è da combattere chi non ha reddito o possibilità di difendersi.

Nessuno all’interno del Comune di Lucca pare domandarsi che funzione sociale possa avere una multa da 5000euro(cinquemila) per un richiedente asilo politico senza lavoro(fatto risalente a Febbraio 2016), colpevole di vendere ombrelli e che, forse in un’altra vita, potrà permettersi di estinguere un simile debito. Oppure le sanzioni ad altri richiedenti asilo che, costretti dall’indigenza, chiedono offerte nei parcheggi e vengono fermati da ben 4 vigili per poi essere multati con contravvenzione da 765 euro ciascuno.

Tutte politiche degne del più destroso comune amministrato dalla Lega Nord, eppure a Lucca non fanno scalpore ma anzi sono giudicate insufficienti dalle destre, che chiedono sanzioni ancora più esemplari e ovviamente la chiusura di tutti i centri d’accoglienza(con un non chiaro collegamento al tema sicurezza). Misure che in altri momenti sarebbero cadute nel dimenticatoio delle assurdità ma che ora, nell’Italia della decennale recessione, raccolgono anche consenso.

I fascisti di Casa Pound e del ducetto Fabio Barsanti sono ovviamente in prima fila tra gli sciacalli della sicurezza – dopo la candidatura fallita con Mauro Favilla(FI) nel 2012 e gli innumerevoli atti di squadrismo dei camerati che ruotano intorno alla sede dell’Artiglio – tentano di rifarsi il look marciando sulla retorica del degrado per le elezioni del 2017, e pare che il PD voglia cercare di rincorrerli sullo stesso campo.

Se da una parte le sparate di odio dei fascisti non sorprendono, sono sconcertanti le politiche di questa giunta che, sicuramente in continuità con quanto produce il PD al governo di comuni, regioni e Stato, invece di combattere le ingiustizie che stanno alla base della povertà, ha iniziato una vera e propria guerra ai poveri.

Si perché il degrado c’è, lo vediamo tutti i giorni nelle centinaia di migliaia di metri quadri di aree dismesse e beni comuni lasciati all’abbandono, lo vediamo nei progetti urbanistici dello speculatore di turno che truffa piccoli risparmiatori, fallisce e scappa (si vedano la novantina di appartamenti dell’ex centro latte all’Arancio), lo vediamo nel traffico congestionato e nella mancanza di mezzi di trasporto pubblico adeguati, lo vediamo nella continua privatizzazione del pubblico e nelle scuole che cadono a pezzi. Ma tutto questo non si risolve con qualche multa e qualche vigile, servirebbero politiche attente alle fasce più deboli, il rilancio del pubblico, del welfare e della lotta agli speculatori.

Tutte cose che questa giunta non può fare perché tutela gli interessi di chi sul degrado ci mangia, come il Partito Democratico in Italia è diventato partito dei padroni e dei palazzinari (si veda il caso del gruppo Bulgarella a Pisa), così a Lucca si muove sugli stessi binari, ovvero l’amministrazione del presente, mentre fondazioni bancarie, curia e imprese banchettano sul lauto piatto della speculazione.

Così la lotta al degrado è diventata lotta per la sicurezza, che si traduce nel far percepire alle persone di essere tutelati da tutto ciò che è diverso e che, in quanto tale, suscita paura. Una società che viene costantemente esposta alla retorica dell’invasione e alla distruzione dell’identità, diventa facilmente xenofoba e suscettibile alla presenza del diverso, che sia il negozio del pakistano o il nigeriano colpevole di chiedere un’offerta. Su questo campo tutti i partiti, dal M5S a Casa Pound, mobilitano elettori, colpevolizzando il migrante solo per la sua presenza, che anche se non collegata all’illegalità, crea assurda percezione di pericolo e degrado appunto.

I due campi si intrecciano: sicurezza come protezione dal diverso, degrado come mal digerita presenza del diverso e del cambiamento dei nostri assetti urbani e sociali, causato da nuove culture e comunità che crescono nel nostro territorio.

Una percezione di un’invasione e una sostituzione culturale che non sta avvenendo(i musulmani in Italia rappresentano meno del 3% della popolazione) alimentata dal bombardamento mediatico e dalla paura terrorista.

La politica, invece di fare riforme strutturali, cerca di dare risposte aggredendo i sintomi di povertà e crisi: l’accattone, il migrante o il venditore ambulante. Senza però dare risposte concrete al disagio e all’indigenza che attanagliano le nostre periferie, lasciate all’abbandono e ai presidi dei fascisti che raccattano voti soffiando sulla guerra tra poveri.

I quartieri popolari sono lasciati al vero degrado, alla mancanza di servizi e tutele e si riempono di situazioni di disagio senza sbocco, contribuendo all’aumentare delle tensioni tra poveri migranti, poveri italiani e classe media impoverita dalla crisi.

Contemporaneamente il centro storico di Lucca, nelle politiche di questa giunta, riceve finanziamenti a pioggia e viene reso ancora di più una vetrina ad uso e consumo dei commercianti e degli evasori che, a differenza dei migranti, non subiscono la pubblica gogna delle destre. Chi è invece costretto a chiedere elemosina per vivere, viene cacciato verso la periferia, perché urta l’estetica della città e la sensibilità della borghesia e del turista.

Così la lotta al degrado diviene lotta per il decoro urbano del centro storico, per l’eliminazione di tutto ciò che stona con la città turistica, tranquilla, benestante, borghese e residenziale che Lucca dovrebbe essere.

La politica è intransigente fintanto che c’è da far valere la legalità nei confronti di chi non ha alternative al vendere merce contraffatta, invece è debole e incerta nel contrastare il degrado provocato dalla speculazione edilizia e dall’urbanizzazione selvaggia.

Forte con i deboli, debole con i forti. La solita legalità a senso unico.

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