Irrompiamo nella scena: contestiamo Renzi a Pisa.

Ricondividiamo oggi dal sito Riscattopisa.it il report dell’assemblea tenutasi martedì scorso al Polo Porta Nuova in vista della contestazione a Renzi di venerdì prossimo. Un’assemblea che ha visto la partecipazione di più di 100 persone, dai sindacati di base agli studenti universitari vessati dal nuovo Isee, dai movimenti di lotta per la casa ai comitati di quartiere, dai risparmiatori truffati dal salva-banche fino agli studenti medi. Tante realtà, tanti pezzi di società in lotta che finalmente trovano il modo di incontrarsi, di mettere in comune la propria rabbia contro le politiche di questo governo.

Molti di noi erano presenti in piazza due anni fa quando il premier Renzi, da poco insediatosi, venne a Lucca in occasione del festival del volontariato. Trovò allora a contestarlo una grande manifestazione di studenti e lavoratori che esprimeva la propria contrarietà ai primi importanti provvedimenti del governo, il Piano Casa e il Jobs Act.
Il giorno dopo, in un editoriale pubblicato da Lo schermo venimmo etichettati come “malpensanti” (il nostro premier avrebbe detto “gufi”). Pensiamo che da allora la realtà non abbia mancato di darci prova di come, se noi “malpensavamo”, il governo Renzi ha sicuramente “malfatto”. Dopo il Piano Casa e il Jobs Act si sono succeduti lo Sblocca Italia, la Buona Scuola, il Salva-Banche… è infinita la lista dei provvedimenti che questo governo ha messo in campo in soli due anni contro i ceti medio-bassi, tanta la scia di sofferenza, di umiliazione e sfruttamento che hanno lasciato.

Per questo riteniamo importante che ad accogliere il premier venerdì vi sia una grande manifestazione popolare e determinata, alla ricerca di un riscatto contro il presente di miseria e impoverimento che questo governo si ostina a spacciare “per stimoli alla ripresa”.
Come membri della redazione del Tafferuglio saremo presenti ed invitiamo anche gli studenti, i precari, i disoccupati lucchesi a partecipare al corteo di venerdì.

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Da Riscattopisa.it:

Matteo Renzi ha annunciato che, in occasione del trentennale di internet, il 29 aprile sarà a Pisa per i festeggiamenti nella città dove la prima connessione in Italia alla rete venne stabilita.

Pisa non sarà la passerella in cui riabilitare un’immagine pubblica compromessa da scandali ed effetti di politiche sociali devastanti. Le politiche renziane hanno un riflesso preciso nella nostra città. I redditi scendono e la disoccupazione, specie quella giovanile, aumenta. A beneficiarne sono solo le imprese e il sistema bancario. E’ quanto con determinazione denunciano le migliaia di vittime del decreto Salva Banche, che saranno presenti a Pisa il 29 aprile contro un governo che tutela gli interessi delle grosse banche, alle quali è legato a doppio filo, penalizzando, invece, i risparmiatori: artigiani, lavoratori e risparmiatori per una vita.

L’attacco al risparmio ha prodotto mobilitazioni studentesche importanti del corso di quest’anno: è il caso della lotta contro il nuovo calcolo ISEE che ha escluso dall’accesso alle prestazioni sociali garantite migliaia di studenti, ma non solo: utenti della sanità, del trasporto pubblico agevolato ecc. La scuola è devastata dalla recente riforma, il 12 maggio ancora una volta il meccanismo distruttivo e alienante dei test invalsi sottoporrà a giudizio centinaia di migliaia di studenti; Le università definanziate subiscono un calo del 20% delle immatricolazioni. “Lo stesso CNR – come ha affermato Cinzia della Porta, USB Pisa – è uno dei centri di ricerca più avanzati in Italia, ma allo stesso tempo viene colpito da tagli indiscriminati e da una forte precarietà. Per questo noi lavoratori del CNR saremo nella giornata del 29 in presidio davanti al centro con lo sciopero ricerca cnr convocato in tutta la Toscana”

Il sistema bancario viene rifornito di liquidità tenendo al cappio del debito strati sempre più consistenti di popolazione e si impone come sistema di governo delle nostre vite. A Pisa la riqualificazione del quartiere di Sant’Ermete ha visto sottrarre 10 milioni per le case popolari ricevendo lo schiaffo di politiche orientate a favorire gli investimenti di 20 milioni nel people mover per la città turistica e a coprire le fidejussioni false dei grossi costruttori. “Con la cartolarizzazione della cassa depositi e prestiti – dice Marialuisa del Comitato di Sant’Ermete – gli investimenti pubblici devono dare in garanzia il patrimonio delle case popolari per poter accedere ai finanziamenti delle banche, le quali però tengono i rubinetti chiusi”. In questa partita sulle risorse la risposta di chi lotta è lo sciopero dell’affitto. Non pagare chi ci spreme e raggira.

Il mondo del lavoro ha dimostrato che lottando con determinazione possiamo garantire i nostri diritti. E’ il caso della lotta alla CEVA – come ha raccontato Sandro Soldani, Si Cobas Pisa – che ha lottato con picchetti duri e intransigenti contro l’introduzione del Jobs Act nell’indotto Piaggio. Il popolo dei voucher, dei contratti a chiamata dei curriculum carta straccia cerca spazi di espressione e di organizzazione contro chi ne orchestra lo sfruttamento. Per questo è importante raggiungere chi ancora non lotta, perché questo significa migliorare le nostre condizioni di vita contro le politiche di impoverimento targate Renzi. A questo proposito sono stati programmati una serie di momenti comunicativi in avvicinamento alla giornata di mobilitazione del 29: volantinaggi quotidiani al centro per l’impiego, il 20 aprile alle 16 in via Bargagna a Cisanello con a seguire un dibattito con il gruppo Vittime del Salva Banche, il 22 in via San Jacopo nel quartiere di Gagno, il 23 al mattino al mercato Paparelli in via di Pratale, il 27 in piazzale Donatello al CEP. Il 23 aprile alla sera è prevista inoltre un’iniziativa al circolo Balalaika sul diritto di sciopero.

Davanti alla crescita delle ingiustizie e delle diseguaglianze sociali occorre far scattare una molla per ricondurre Renzi alla realtà e rompere la sua campana di vetro. Contro la censura che caratterizza un sistema mediatico allineato alle direttive di regime bisogna nuovamente riaffermare il diritto alla critica e al dissenso perché anche nella giornata del 29 aprile la nostra voce non venga costretta al silenzio. “Le risorse di tutti devono essere messe al servizio del conflitto sociale in quella giornata, parte della più generale lotta contro il nascente polo imperialista europeo, di cui il governo Renzi è componente fondamentale” ha detto Walter Lorenzi di Rete dei Comunisti. Tanti altri interventi si sono succeduti: la lista di Cittadinanza una Città in Comune, Exploit Pisa, Collettivo Rebeldia, sindacati di base, realtà lucchesi e fiorentine saranno in piazza con i movimenti sociali, le associazioni, i sindacati di base, chi lotta quotidianamente e chi ancora cerca spazi per farlo. Serve una manifestazione di tutta quella parte di città che ha bisogno di lottare contro le politiche del governo Renzi, che raggiunga il CNR e porti la propria voce assediando il presidente del Consiglio, irrompendo nella scena e stracciando il teatrino e l’ennesima passerella di questo inaccettabile manovratore.

Venerdì 29 aprile manifestazione, Piazza XX Settembre ore 8.30: contestiamo Renzi!

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