Poesie sui muri. Intervista al Movimento per l’emancipazione della Poesia

Da alcuni mesi, a Lucca, è impossibile non notare dei fogli bianchi attaccati alle pareti del centro storico: sono normali A4 e contengono poesie. Ogni componimento è seguito dallo pseudonimo del poeta, una sigla composta da una lettera e un numero. Accanto alla firma, compare un timbro rosso del MeP, il Movimento per l’emancipazione della Poesia. Chi frequenta le vicine città di Pisa e Firenze avrà sicuramente già potuto osservare un identico fenomeno. In quest’articolo presentiamo un’intervista a un membro del nucleo lucchese del MeP per capire meglio come nasce questo progetto e a cosa aspira.

1) Il MeP è stato fondato a Firenze nel 2010: da chi nasce questo progetto?

Il MeP nasce da un gruppo di ragazzi che insieme hanno sentito il bisogno di dare nuova importanza alla Poesia, in un mondo innegabilmente distorto rispetto a quella che è la percezione della figura del poeta e della poesia stessa.

2) Qual è l’obiettivo del MeP?

L’obiettivo del Movimento per l’emancipazione della Poesia è racchiuso nel suo nome stesso. Il gruppo si muove affinché la poesia riacquisti il valore che merita all’interno della cultura nostro tempo. Quando questo accadrà, il movimento perderà di senso e si scioglierà.

3) Perché avete optato per l’anonimato dei poeti?

Il restare autori anonimi rispecchia parte del nostro obiettivo: poiché è la sensibilità poetica delle persone che vogliamo raggiungere, è importante che sia la poesia in quanto tale a essere messa in primo piano piuttosto che i singoli autori.

4)Attuate una selezione delle poesie da diffondere?

Non c’è selezione fra le poesie. Per ogni autore vengono stampate un ugual numero di poesie che sono attaccate senza un ordine prestabilito.

5) La scelta di non adottare alcuna selezione sulla base di criteri estetici non rischia di essere parte del problema in cui la poesia si trova oggi nel mercato editoriale: la pubblicabilità di ogni cosa, il livellamento verso il basso della qualità dei testi?

Diciamo che per il MeP i poeti sono come “mezzi” per un fine comune, ovvero la diffusione e la sensibilizzazione verso la poesia. Non c’è scelta dei testi perché non c’è un’autorità: il MeP non ha figure centrali, non ha gerarchie, capi o simili, c’è un’estrema orizzontalità all’interno del gruppo.

Il MEP nasce anche in contrapposizione al mercato editoriale attuale, che relega la poesia a ruoli marginali. Pertanto, il MEP si è sempre rifiutato (anche direttamente, quando proposte simili gli erano state fatte) di pubblicare con case editrici e di vedere associate a un prezzo le poesie dei suoi autori.

6) Qual è la composizione del MeP?

All’interno del MeP ci sono persone di ogni età ed estrazione sociale. È vero che buona parte dei membri attivi sono studenti o giovani lavoratori.

7) La pratica dell’attacchinaggio per la diffusione delle poesie ha in sé anche un intento politico?

Abbiamo scelto l’attacchinaggio perché è la forma più diretta di diffusione. L’unica politica che ci contraddistingue è quella espressa all’interno del manifesto e insita nei nostri obiettivi. Il MeP non è legato a nessun partito o schieramento politico.

8) Dopo l’attacchinaggio a Lucca, avete ricevuto nuove adesioni? Come pensate abbia reagito la città all’affissione delle poesie?

La risposta è stata piuttosto timida ma lentamente è arrivata. Abbiamo scelto il centro storico come punto di partenza per entrare subito in contatto con il cuore della città, nonostante sia una zona piuttosto delicata considerando i recenti rifacimenti ai palazzi storici. In merito a questo, ci teniamo a dire che i luoghi in cui decidiamo di attaccare le poesie sono scelti in base alle loro condizioni, seppure legalmente non ci sia differenza fra attaccare un foglio su un muro rifatto o uno rovinato.

9) Il MeP si occupa di altre iniziative oltre alla diffusione delle poesie per le strade?

Si, nel corso del tempo sono state organizzate esposizioni o sono stati offerti degli spazi all’interno di manifestazioni artistiche per esporre le poesie del Movimento. È capitato anche di partecipare a letture radiofoniche.

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10) Il sindaco Alessandro Tambellini, riguardo alla vostra iniziativa, ha dichiarato: “Li invito a palesarsi. Sono contrario a questa modalità di diffusione incivile, ma non a chi vuole portare la poesia in mezzo alla gente”. Come rispondete alla sua critica e al suo invito?

Ci fa piacere che il sindaco abbia notato la presenza del MeP. Come già detto, l’attacchinaggio è la forma più diretta, ma solo una tra le forme di diffusione del Movimento. Per questo, non escludiamo un confronto futuro con l’amministrazione comunale per organizzare manifestazioni che rimangano all’interno dei nostri fini.

11) Chi volesse unirsi al MeP, come può farlo?

Il MeP è aperto a tutti. Basta visitare la nostra pagina http://mep.netsons.org/ e scorrere fra i contatti per trovare il nucleo più vicino alla propria città.

12) Nell’ambito delle produzioni dal basso, da un paio d’anni in città è apparsa una nuova manifestazione che si svolge durante il periodo dei Comics, il BordaFest! – Produzioni sotterranee. Avete avuto contatti con questa esperienza? Ravvisate delle somiglianze tra lo spirito di questo evento e quello del vostro movimento?

Il BordaFest è, concettualmente, un bellissimo evento, in quanto dà la possibilità ad autori emergenti di confrontarsi e presentare i propri lavori al pubblico. In questi anni, Il MeP ha partecipato a manifestazioni del genere e niente esclude che nella prossima edizione del Borda il MeP possa essere presente.

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