Boicottare i test Invalsi, boicottare la Buona Scuola. Comunicato del Collettivo Autonomo Studenti Lucchesi

Pubblichiamo oggi il comunicato del Collettivo Autonomo Studenti Lucchesi che invita al boicottaggio dei test Invalsi.
Già in una precedente intervista che avevamo realizzato un mese fa con gli studenti del Casl e gli insegnanti dei Cobas avevamo avuto modo di riflettere su come la tendenza a introdurre dispositivi di valutazione standardizzati nella forma dei test a crocette, sia non solo perfettamente in linea con “la cultura della valutazione” promossa dalla Buona Scuola renziana, ma rischia di produrre come risultato un impoverimento della didattica e dell’esercizio dei saperi critici. Uno spreco di denaro pubblico il cui unico scopo è valutare professori e istituti scolastici, mettendoli in competizione tra loro, e distribuendo, seguendo questo deviato sistema meritocratico, le risorse alle scuole con risultati migliori, in barba ai principi che dovrebbero ispirare la scuola pubblica: uguaglianza sostanziale e giustizia sociale.
Per questo non possiamo che fare nostro l’appello al boicottaggio di questi test e di tutte le novità portate dalla Buona Scuola, che vorrebbero standardizzare l’istruzione e rendere gli istituti scolastici ancora più autoritari. Ricordiamo inoltre che per la giornata di Giovedì 12 anche i Cobas della scuola hanno promosso uno sciopero contro i test Invalsi, che auspichiamo sia utilizzato come forma di contestazione dai professori che più di tutti subiranno le novità repressive della riforma renziana.

Il 12 maggio verranno somministrate le prove Invalsi alle classi secondarie delle scuole di secondo grado di tutta Italia. Prove che dovrebbero valutare la qualità della scuola italiana,non basandosi pero’ sulle conoscenze e il senso critico dello studente, bensì su delle nozioni e sulla capacita’ di crocettare una delle quattro opzioni proposte dall’Istituto Invalsi (ente privato finanziato dal Ministero della pubblica istruzione che spenderà 24 milioni di euro per la realizzazione di queste prove), non prendendo in considerazione quindi il pensiero dello studente né la possibilità di poter rispondere correttamente da soli, in quanto l’unica risposta giusta é quella che ti propongono loro, d’altronde per diventare macchine ci vorranno pure degli input,degli standard da seguire.

Le prove Invalsi tolgono, inoltre, tempo alla didattica, la modificano, visto che i docenti sanno che saranno loro ad essere valutati e dunque, per non “fare brutta figura” modellano la loro programmazione in modo da addestrare il più possibile la loro classe alla modalità a quiz. Inoltre le scuole con i migliori risultati otterranno più finanziamenti, andando cosi’ a creare scuole di seria A e scuole di serie B e accentuando la differenza tra le scuole stesse. Le prove Invalsi spingono gli alunni a rivaleggiare tra di loro, gli insegnanti a mettersi in competizione anziché scambiarsi le buone pratiche, le scuole saranno sempre più in concorrenza tra loro, nel gioco al massacro dell’accaparramento di “clienti” attirati con progettualità tanto altisonanti quanto inconsistenti. Le prove non sono affatto anonime e permetteranno una tracciabilità delle performance dai 7 anni in su: di fatto una schedatura delle competenze di massa e prolungata nel tempo.

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Sono anni che si affannano a dire che i quiz sono anonimi e che hanno una finalità puramente statistica ma e’ ovvio invece che vorranno in qualche modo utilizzare questa tracciabilità, magari per misurare, come dicono loro, il valore aggiunto delle scuole e dei singoli docenti. La tracciabilità inoltre permetterà, appena lo decideranno, di costruire finalmente quel portfolio delle competenze lungo l’arco della vita iniziando dai sette anni. Non vengono inoltre considerati gli alunni disabili dal momento che è la scuola a decidere se farli partecipare al test o no. Nel caso in cui la scuola dica “si” non potranno comunque far parte della statistica,visto che non possono essere sottoposti allo stesso tipo di prova.

Le prove invalsi non sono altro che l’istruzione per diventare i robot della scuola-azienda di Renzi, con il fine di prepararci all’essere precari e sfruttati a vita,ancora una volta.
Il 12 maggio BOICOTTA LE INVALSI! LASCIA LA PROVA IN BIANCO E CANCELLA IL TUO CODICE.

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