Ordine, disciplina, cocaina. La Roma fascio-mafiosa di Casa Pound.

Il cosiddetto centro sociale non conforme nasce nel 2003 in una palazzina governativa, dove, giovani fuoriusciti da A.N, Fiamma tricolore, ed ex missini, occupano ricopiando il modello antagonista dei C.S.O.A, per poi farsi assegnare l’immobile in pianta stabile con il benestare dell’allora sindaco Walter Veltroni.

Lì nasce la comunità che darà vita al movimento fascista che oggi conosciamo e che si è diffuso in molte città nostrane, dove cresce anche grazie all’accordo politico con Matteo Salvini e alla doppia facciata da politicanti e da squadristi.

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La sede di CasaPound a Roma durante un evento di solidarietà con gli squadristi di Alba Dorata.

A Roma – si evince anche dalle cronache sullo scandalo della nuova mafia capitolina – il sistema di potere è fortemente intriso di nero. C’è difatti una criminalità che si basa sulle strutture delle varie organizzazioni neofasciste, con legami e ‘alleanze’ che risalgano agli anni ’70.

Se si vuole cercare di capire questa complessa realtà la chiave di volta sta proprio in Massimo Carminati, che ha legato i Nar (organizzazione terrorista di estrema destra, artefice della strage di Bologna) e la Banda della Magliana, veri padroni di Roma negli anni dal 1975 al 1983, in particolare con Franco Giusepucci, Danilo Abbruciati ed Enrico De Pedis, i quali si definivano fascisti e difatti sono stati i ponti per il riciclaggio dei soldi sporchi provenienti dalle rapine che finanziavano il gruppo terroristico.

Carminati supera indenne tutte le indagini che lo vedono coinvolto per omicidi e stragi, ed è arrivato solo recentemente ad essere il protagonista del grande scandalo che ha svelato una rete mafiosa di potere che condiziona e spesso controlla la politica romana.

Mentre i fascisti del terzo millennio scendono ad assediare il Campidoglio per chiedere le dimissioni del Sindaco Marino, le indagini evidenziano legami con tutto l’ambiente storico dell’estrema destra che andava dal M.S.I ai suddetti Nar. Si veda, in particolare, il legame speciale con l’ex sindaco Alemanno, ora accusato di associazione mafiosa.

Segnali preoccupanti sulla vera natura dei fascisti di CP emergono da numerosi casi di cronache giudiziarie a cominciare dall’uccisione del tesoriere di Gennaro Mokbel nel Luglio 2014.

Mokbel era un uomo di spicco della criminalità romana anche ai tempi della Magliana, fascista, imprenditore e protagonista della truffa ai danni di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, che portò all’appropriazione di un tesoretto di 50 milioni di euro. Proprio la somma era l’obbiettivo dei killer, tra cui spicca Giovanni Battista Ceniti, militante di Casa Pound, ora agli arresti; di mezzo probabilmente anche vecchi dissidi di soldi non spartiti, che hanno portato alla decisione di chiudere i conti con Silvio Fanella appunto, cassiere del criminale romano.

Di resa dei conti si pensa anche al riguardo della gambizzazione di Francesco Bianco, nel Gennaio 2012, ex militante dei Nar(stesso gruppo stragista di Carminati) e, non a caso, dipendente Atac durante la giunta Alemanno. Nel corso delle indagini sono state perquisite le proprietà di Gianluca Iannone, leaderissimo di CP, e la sede stessa. Il movente dell’omicidio sembra esser scaturito da importanti divergenze sulla commemorazioni della strage di Acca Larentia, ed è proprio il coordinatore del circolo ex M.S.I (Carlo Giannotta) uno dei due presunti assalitori.

Se da queste storie non esce un disegno preciso, ma solo diversi legami con il mondo criminale, è invece inquietante la struttura che emerge dalle indagini della procura nei confronti di Andrea Antonini, all’epoca dei fatti consigliere del XX Municipio di Roma e coordinatore laziale di Casa Pound.

Nel Aprile 2011 viene gambizzato in pieno giorno sulla Via Flaminia; lui imputerà l’aggressione a presunti “estremisti di sinistra”. Peccato però che nel Luglio 2012 viene accusato di favoreggiamento allo spacciatore internazionale e camorrista Mario Santafede, già conosciuto negli ambienti romani proprio per lo spaccio di cocaina con la Banda della Magliana e gli allora Nar, Carminati e Fioravanti.

Antonini avrebbe fornito documenti falsi al boss, che poi lui avrebbe usato per le sue attività di narcotraffico. Da qui si evince come la gambizzazione possa essere stata un ammonimento dei camorristi per tenere in riga il consigliere.

Antonini, tra i protagonisti della politica dei fascisti romani e promotore di proteste contro i centri di accoglienza profughi, ha visto confermata la condanna a 2 anni di carcere, con lui Pietro Casasanta, condannato a 1 anno e 8 mesi, allora presidente dell’ambigua Onlus “La Salamandra” braccio di volontariato locale e internazionale di CP.
Il legame di Casasanta con un trafficante internazionale di droga pare più chiaro, quando si scopre che La Salamandra ha lavorato moltissimo in Birmania in particolare con la minoranza etnica dei Karen, che nella loro regione finanziano la lotta armata per l’indipendenza dal regime, con la coltivazione di oppio e il traffico di eroina (difatti il paese, insieme a Laos e Cambogia, è il principale produttore del mercato mondiale).

I guerriglieri hanno avuto il supporto di Casa Pound e della “Onlus Populi” di Verona, già sciolta a seguito delle accuse, poi confermate, di favoreggiamento al terrorismo internazionale, visto che il presunto aiuto filantropico copriva l’acquisto di armi e la creazione di campi di addestramento.

Nonostante la condanna, il veronese e fascista Franco Nerozzi, fondatore della Onlus, continuerà la sua attività nel paese asiatico. Nel 2010 porterà Gianluca Iannone, fondatore di Casa Pound, e un gruppo di camerati a visitare i campi, dove molte foto testimoniano la loro presenza e i guerriglieri con le bandiere Casa Pound e le magliette del gruppo fascista ZetaZeroAlfa(di cui Iannone è il leader).

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Dall’Espresso, la foto che immortala i guerriglieri con la bandiera di Casa Pound.

Se l’eredità dal terrorismo di destra, e i legami con la malavita non bastassero, è lampante come Casa Pound abbia saputo infiltrarsi nel mondo ambiguo delle curve calcistiche laziali, importando i loro consueti mezzi di intimidazioni e aggressione squadrista per il controllo di questo business.

Basti qui citare un solo episodio eclatante, che ha portato alla luce la questione: l’ignobile aggressione all’Ardita San Paolo di Roma nel Novembre 2014, esempio di squadra ad azionariato popolare, che milita in terza categoria, e vede una forte identità antifascista.

Tra gli infami squadristi spuntano Diego Gaglini e Ervin Di Maulo, due militanti di Casa Pound, il primo dei quali è stato anche candidato sindaco di Viterbo proprio nella lista fascista. Non a caso il leader del movimento, Simone Di Stefano, lo ha subito difeso a spada tratta.

Ma dietro la spedizione punitiva c’è molto di più che la mera resa dei conti con gli antifascisti, la destra romana e laziale è presente capillarmente nel mondo calcistico e si intuisce come i manager di piccole/medie squadre, intimoriti dai modelli non imprenditoriali come l’Ardita, abbiano saputo sfruttare amicizie e contatti tra i picchiatori di Casa Pound.

La interconnessione tra criminalità, spaccio e piccole squadre di periferie, spiega anche il tentativo, talvolta riuscito, di infiltrazione, che varie componenti dell’estrema destra hanno tentato in quartieri come Tor Sapienza, dove si è cercato di cavalcare il malcontento popolare causato anche dalle politiche fallimentari di integrazione delle varie giunte succedute negli ultimi 20 anni.(Un importante approfondimento su Internazionale)

Le recenti indagini hanno poi svelato come la gestione dei profughi nella Capitale sia spesso stata controllata da ex fascisti come Carminati appunto e Salvatore Buzzi, che, con un sistema mafioso, si muovevano trasversalmente ai colori politici dai tempi del Sindaco Rutelli, garantendo appalti alle loro cooperative.

Oggi Simone Di Stefano, attuale leader dei fascisti, cerca di far dimenticare l’ambiguo ruolo di Casa Pound in città, candidandosi per il Campidoglio, anche in aperta rottura con Sovranità, il progetto di alleanza con la Lega di Matteo Salvini che avrebbe dovuto riportare temi autarchici legati al neo-fascismo ad un largo pubblico più trasversale.

Pare chiaro come la scelta di candidarsi autonomamente dal duo Salvini e Meloni, sia una scelta di campo ben precisa dettata dalla necessità di smarcarsi dagli scandali del centro destra e posizionarsi come forza innovativa e di rottura.

In realtà lo squadrismo e il legami con la criminalità dimostrano che non c’è nessuna discontinuità con il fascismo romano e con i sistemi di potere mafiosi.

Casa Pound ha iniziato una campagna elettorale segnata da violenza e becero populismo nei campi rom, contro l’accoglienza e contro i centri sociali.

Le ultime settimane sono state segnate da atti di violenza e intimidazione: i presidi ai campi rom, l’aggressione a 3 giovani accusati di aver staccato dei manifesti di CP il 17 Maggio, lo sgombero di una casa occupata da migranti in circostanze mai chiarite.

Questo 21 Maggio ci sarà un corteo per le strade di Roma che si concluderà con un concerto dei soliti ZetaZeroAlfa(canzoni del tipo “Nel dubbio mena” o “Cinghiamattanza”). Difendi l’Italia è la tematica che i “fascisti del terzo millennio” porteranno per le strade. Pare chiaro che a difendere quartieri, migranti, e lavoratori, ci penseranno in realtà le migliaia di antifascisti che saranno in presidio contro lo squadrismo e per ribadire che CasaPound non è mai la benvenuta.

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L’immaginario a cui si rifanno gli ZetaZeroAlfa. “Fare blocco” la canzone che su youtube viene rappresentata con l’immagine degli squadristi di CP che il 29 Ottobre 2008 attaccarono il corteo studentesco contro la Gelmini.

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