Per l’unità delle forze antagoniste toscane. Un appello dalla Casa Rossa Occupata di Massa

Pubblichiamo oggi il testo di un appello che i compagni della Casa Rossa Occupata di Massa hanno lanciato alcuni giorni fa ai centri sociali e alle diverse realtà antagoniste presenti in Toscana, volto a creare ai primi di settembre un momento di incontro e di confronto, nell’ottica di rafforzare i contatti, fare rete, unire le forze. Come redazione del Tafferuglio, coerentemente con il nostro manifesto fondativo, aderiamo convintamente all’incontro e condividiamo il testo dell’appello.

Soltanto pochi mesi fa ci siamo interrogati anche noi sullo stato del “movimento” in Italia, sui suoi limiti, sulle sue difficoltà, sull’incapacità di agire una serie di processi determinati dalla crisi, curvandoli verso una direzione di rottura massificata. Lo abbiamo fatto in un contributo a un anno di distanza dal corteo milanese del 1 maggio No Expo. In quel contributo, che riproponiamo qui allegato, individuavamo nell’estrema frammentazione delle soggettività politiche e sociali antagoniste una delle ragioni fondanti di questa marginalità. Una marginalità che può essere superata solo partendo da noi, da un necessario processo di ricomposizione che ci permetta di realizzare quel tutto che è più della somma delle parti. Come scrivevamo allora, a dispetto delle differenze identitarie, strategiche e sulle modalità di fare conflitto che sono presenti tra noi,  dobbiamo capire che “non potremo mai essere visti come un soggetto che unisce il mondo dei subalterni e degli sfruttati se non siamo in grado di presentarci e, almeno in una certa misura, di essere uniti tra di noi.”.

Per queste ragioni saremo presenti all’incontro di settembre e ringraziamo i compagni della Casa Rossa di Massa per aver preso l’iniziativa, con l’auspicio che da questo incontro sia possibile fare dei passi in avanti nella direzione dell’unità, della solidarietà, del coordinamento fra le diverse lotte e vertenze che le realtà antagoniste conducono sui territori. Oggi in Toscana, domani, perché no, anche a livello nazionale.

INCONTRO FRA REALTA’ ANTAGONISTE DELLA REGIONE TOSCANA
 
▹ DOCUMENTO DI CONVOCAZIONE
Come Centro Sociale “Casa Rossa Occupata” intendiamo fare una proposta di incontro a tutte le realtà antagoniste toscane, nel tentativo di arrivare a migliorare le nostre possibilità di incisione sul piano politico, sociale e culturale.
▹ PERCHE’ QUESTA PROPOSTA
La riflessione con cui arriviamo a fare questa proposta parte da una considerazione oggettiva, oltretutto maturata anche dal confronto con compagni e compagne di varie parti d’Italia: il Movimento Antagonista nel suo complesso sta passando un momento difficile, sia in termini di militanza, sia di capacità di incisione sul piano politico e sociale. Non fraintendeteci: nei singoli territori, soprattutto sul piano del diritto all’abitare, ma anche nel terreno del lavoro, ci sono stati e ci sono momenti importanti di crescita e di successo, nonché di capacità di incisione. Tuttavia, nel complesso, ci sentiamo di dire che il momento non è affatto roseo. Crediamo che la crisi attuale e le contraddizioni della società contemporanea offrano le condizioni oggettive sia per un intervento dei compagni e delle compagne, che per una critica radicale della società, tuttavia ciò avviene raramente, e quando avviene il ruolo nostro è quanto meno marginale. Probabilmente i motivi sono molteplici e si devono ricercare nella fase, che sconta una sconfitta storica delle ideologie egualitarie e una contemporanea battuta d’arresto del Movimento operaio nel suo complesso. Tuttavia pensiamo che le motivazioni vadano ricercate anche sul piano soggettivo: le realtà antagoniste non godono di buona salute e spesso si devono accontentare di successi parziali, quando non addirittura di ritirarsi nel proprio piccolo contesto, arrivando qualche volta all’autoghettizzazione. Probabilmente uno dei motivi di tutto questo – ci siamo detti – sta in una cronica incapacità di lavorare e combattere insieme, di costruire realmente un piano di comunicazione che, lungi dall’ipotizzare appiattimenti teorici o falsi tentativi di omogeneizzazione, riesca almeno a proporre delle mediazioni sui terreni comuni. La controparte è forte, organizzata e possiede armi che noi ci sogniamo (dai soldi, ai mezzi d’informazione, dalla polizia, ai governi). Noi possiamo contrapporre la generosità del nostro impegno e la radicalità di chi sta dalla parte della ragione, ma com’è ovvio questo non basta.
▹ LA REGIONE TOSCANA
In un contesto nazionale e internazionale drammatico, che vede uno stato di guerra permanente e di conseguente controllo repressivo, una diffusione capillare della povertà, una progressiva accentuazione delle differenze di classe e la scomparsa delle forme tradizionali di lotta politica, esistono delle specificità territoriali significative di cui tener conto. In particolare, noi viviamo sulla nostra pelle, in tutta la sua dirompenza, il modello toscano, con le sue contraddizioni in cui infilarsi, ma con la sua forza e pervasività a tutti i livelli. E’ inutile dire che il Renzismo ha sperimentato nei nostri territori la propria capacità di incidere e ha trovato in Martini prima e, soprattutto, in Rossi poi, la perfetta mediazione fra gli interessi di classe dei padroni. Con tutto questo noi, come compagni e compagne delle realtà antagoniste della Toscana, dobbiamo fare i conti, in tutti i terreni in cui proviamo ad essere incisivi: la casa, il lavoro, la sanità, l’istruzione, la libera circolazione degli individui, gli spazi sociali. La legge regionale sulle questioni abitative, ad esempio, è la dimostrazione di quanto la nostra regione abbia anticipato le politiche governative sul piano della guerra ai poveri e alla classe.
▹ LA PROPOSTA
Alla luce di tutto quello che abbiamo espresso sopra, siamo qui a fare una proposta a tutti voi. Quello che chiediamo è di fare uno sforzo, in verità non siamo neanche noi a chiederlo, la ricomposizione è uno sforzo che ci impongono: la fase, la forza degli avversari, la capillarità della repressione. Nel fare questa proposta non abbiamo alcuna soluzione prestampata, né possediamo alcuna bacchetta magica che ci indichi la soluzione. Tuttavia pensiamo che incontrarsi, confrontarsi e discutere tra compagni e realtà che vivono territori contigui sia il primo passo per un percorso che potrà procedere a diverse gradazioni: da una semplice condivisione delle rispettive lotte e dei conseguenti saperi sviluppati in esse, a momenti di mobilitazione comune o contemporanea nelle varie città. La soluzione migliore la stabilirà solamente una franca discussione fra tutti e tutte noi ma se le condizioni fossero favorevoli, ci piacerebbe pensare a momenti ricompositivi più completi e reali, fino alla creazione di una rete delle realtà antagoniste toscane.
Per questo vi invitiamo ad un’assemblea DOMENICA 4 SETTEMBRE ore 17.30 e a fermarvi poi a cena nella serata di chiusura della 9° festa antifascista”.
▹ ADERISCONO E PARTECIPANO ALL’INCONTRO:
Csoa Sars Eventi (Viareggio)
Rete Dei Comunisti Toscana
Area Globale (Massa)
CSOA Macello (Pistoia)
-Elenco in continuo aggiornamento-
★ CASA ROSSA OCCUPATA! SOLTANTO UNITI ABBELLIREMO L’UNIVERSO!★

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