Nasce anche a Lucca un comitato per il NO sociale al referendum

Dopo un’assemblea pubblica che come Tafferuglio avevamo promosso alcune settimane fa, è finalmente nato un comitato che unisce diverse realtà sociali, politiche e sindacali del territorio lucchese nel comune obiettivo di esprimere un NO sociale contro le politiche neoliberiste del governo Renzi in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre.

Prima tappa di questo percorso la contestazione della Leopolda renziana a Firenze il 5 novembre, per cui è già stato annunciato un concentramento alla stazione di Lucca.

Pubblichiamo di seguito il documento firmato dalle diverse realtà aderenti che racchiude le ragioni del No sociale.

4 NO SOCIALI VERSO E OLTRE IL 4 DICEMBRE

Come studenti, precari, disoccupati, pensiamo che il referendum costituzionale del 4 dicembre ci riguardi. Voteremo convintamente NO a questo progetto di riforma dello Stato che accentra i poteri, favorisce la governabilità e riduce i nostri margini di dissenso. Un NO che non sia di semplice conservazione dell’esistente (i diritti sociali previsti dalla prima parte della Costituzione sono stati già smantellati dalle varie riforme del mercato del lavoro, delle pensioni, dall’aziendalizzazione della sanità e della scuola, dalla repressione del conflitto sociale), ma che punti ad aggregare e a mobilitare il malcontento popolare verso le politiche neoliberiste del governo Renzi e dell’Unione Europea. Ecco quindi quali sono i nostri NO:

NO AL PROSEGUIMENTO DELLE POLITICHE NEOLIBERISTE
Riforme come Jobs Act, Buona Scuola e Piano Casa si inscrivono in una serie di politiche neoliberiste in perfetta linea con gli accordi europei, politiche atte a favorire gli interessi imprenditoriali e che distruggono la pubblica istruzione e i diritti dei lavoratori, aumentando precarietà e sofferenza sociale.
Far vincere il NO significa porre un freno a questo processo, mettergli il bastone fra le ruote.

NO ALLA GOVERNABILITA’ E ALLA REPRESSIONE SOCIALE
Con la scusa di una migliore governabilità i poteri istituzionali cercano di ottenere la sottomissione e la perdita di potere contrattuale di quelle fasce sociali che da anni subiscono tutti gli effetti di questa crisi. La riforma costituzionale, insieme alla nuova legge elettorale, rafforza un ambiente favorevole alla repressione del dissenso, in primis con una Camera dei deputati non rappresentativa e completamente nelle mani del governo, libero di fare ciò che vuole ignorando le proteste di piazza.
Far vincere il NO al referendum significa impedire l’ulteriore restringimento degli spazi di agibilità politica di cui abbiamo bisogno, se vogliamo fermare le politiche neoliberiste e far sì che in futuro non si rischi mai più lavoro, casa, istruzione, sanità per i profitti delle grandi imprese e per i benefici della finanza.

NO ALLA RASSEGNAZIONE
Crediamo che dire Sì al referendum sia la via della resa, nella speranza che delle semplici operazioni di ingegneria istituzionale in senso autoritario possano risolvere i nostri problemi e dare una risposta alle nostre incertezze. Chiediamo invece al malcontento popolare di non arrendersi sprecando questa opportunità, nella quale vediamo prospettive e speranze di riscatto e riappropriazione dei nostri diritti, a patto che si abbandoni l’illusione che basti votare e delegare perché le cose cambino.
Far vincere il NO è l’unica opzione utile a difendere gli interessi di quelle fasce sociali sofferenti e impoverite, e che solo attraverso la lotta e l’organizzazione dal basso possono ridiventare protagoniste.

FAR VINCERE IL NO, MA QUALE?
In vista di questo appuntamento referendario è ampio e molto variegato il gruppo delle forze politiche che voteranno NO, molte delle quali di dubbia credibilità. Sono quelle stesse forze che, in perfetta continuità tra centro-destra e centro-sinistra, negli ultimi decenni hanno adottato politiche neoliberiste di distruzione dei diritti sociali, concentrato il potere normativo nelle mani del governo e approvato leggi elettorali che sacrificavano la rappresentatività alla governabilità, e che ora intendono strumentalizzare l’occasione referendaria per piccoli calcoli di potere. è necessario pertanto distinguersi tanto dal fronte del Sì quanto da alcune strane compagnie che daranno indicazione di votare No. A noi non interessano i giochi di potere interni alla casta politica, noi lavoriamo invece per far sì che quel NO che si esprimerà il 4 dicembre diventi una risposta sociale e di massa, che punti ad aggregare un fronte popolare unito, autonomo, consapevole dei propri interessi e deciso a farli valere.
Far vincere il NO, un NO sociale, è una possibilità che abbiamo per continuare a combattere per il riscatto delle nostre vite.

IL 27 NOVEMBRE A ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE # C’E’CHIDICENO #CACCIAMORENZI

IL 4 DICEMBRE VOTA NO, CONTRO L’ULTERIORE CONCENTRAZIONE DEI POTERI E UN PARLAMENTO NON RAPPRESENTATIVO, CHE RENDERANNO ANCORA PIU’ FACILI L’APPROVAZIONE DI LEGGI SIMILI O PEGGIORI DELLA BUONA SCUOLA, DEL JOBS ACT, DELLA RIFORMA FORNERO, DEL PIANO CASA E LA REPRESSIONE DELLE LOTTE SOCIALI

C’è chi dice NO – Lucca

Realtà territoriali aderenti: Il Tafferuglio, Cip San Concordio, Circolo Partigiani Sempre, Cobas Scuola, Collettivo Autonomo Studenti Lucchesi, Collettivo di Lotta per la Casa, Rifondazione Comunista, Torpedo, Unione Sindacale di Base.

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