Il referendum costituzionale, una questione europea? Dibattito e cena sociale domenica a Sant’Alessio

Segnaliamo questa importante occasione di dibattito e approfondimento promossa dal percorso di realtà politiche, sociali e sindacali del territorio lucchese che hanno aderito al percorso “C’è chi dice NO – Lucca” (tra cui figura anche la nostra redazione) in preparazione al referendum costituzionale del 4 dicembre e prima ancora della manifestazione nazionale del 27 novembre a Roma.

Un’occasione di confronto che forse va al di là della scadenza referendaria e ci dà modo di riflettere attorno a una questione cruciale che tutte le forze che si propongono di riorganizzare il conflitto di classe devono porsi nello scenario attuale: se le istituzioni europee rappresentano oggi il vertice della governance capitalista sul nostro continente, come le attacchiamo? è possibile oppure no un’uscita dall’Euro e dall’Unione Europea come passaggio intermedio ma ineludibile di un processo di liberazione delle classi subalterne? Anche di queste domande ci piacerebbe discutere domenica prossima, per cui invitiamo i nostri lettori a partecipare al dibattito che si terrà domenica 20 novembre alle 17:30 presso il circolo Arci di Sant’Alessio e alla successiva cena sociale che avrà come scopo l’abbassamento del costo del pullman per la manifestazione del 27 novembre (per ulteriori aggiornamenti rimandiamo all’evento facebook).

 

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IL REFERENDUM COSTITUZIONALE, UNA QUESTIONE EUROPEA?

In questi ultimi mesi il referendum costituzionale di dicembre ha dominato il dibattito mediatico e nell’opinione pubblica. Fra le tante e diverse visioni su come relazionarsi politicamente rispetto a questo appuntamento che hanno animato il fronte del No (difesa della costituzione, voto contro il governo Renzi ecc.) pensiamo che ci sia un aspetto che non è ancora stato debitamente approfondito: la dimensione internazionale e soprattutto europea dell’appuntamento. C’è un famoso documento del fondo d’investimento JP Morgan, uscito nel 2013, dove è scritto:

“I sistemi politici situati nella periferia [dell’area Euro] vennero instaurati in seguito a una dittatura, e furono definiti da quell’esperienza. Le loro costituzioni tendono a mostrare una forte influenza socialista, riflesso della forza politica che i partiti di sinistra ottennero dopo la sconfitta del fascismo. I sistemi politici attorno alle aree periferiche manifestano tipicamente molte delle seguenti caratteristiche: governi deboli; Stati centrali deboli nei confronti delle regioni, protezione costituzionale dei diritti del lavoro; sistemi di costruzione del consenso che incoraggiano il clientelismo politico; e il diritto di protestare se cambiamenti non graditi vengono fatti allo status quo.”

Alla luce di queste poche righe, forse possiamo meglio capire perché numerosi esponenti dei poteri mondiali e di istituzioni sovranazionali si sono espressi più o meno direttamente a favore del Sì. Perché questi soggetti temono una vittoria del NO? Quali significati assume questo referendum per un’Unione Europea che ha dovuto subire pochi mesi fa la Brexit? In che senso la nostra Costituzione, almeno nella sua formalità, costituisce un ostacolo per l’applicazione delle politiche neoliberiste dell’Unione Europea? Come mai l’adesione ai trattati europei rende molti dei principi sociali che troviamo scritti nella Costituzione, di fatto inapplicabili?

Proveremo a discutere e ad approfondire questo aspetto con alcuni compagni della Piattaforma Sociale Eurostop, che da tempo ha avviato una riflessione e un percorso di mobilitazione su questi argomenti.

A seguire ci sarà una CENA SOCIALE il cui ricavato servirà ad abbassare il costo del
Pullman da Lucca per la manifestazione nazionale C’è chi dice NO del 27 novembre prossimo.

Menù in aggiornamento.
10 euro studenti e disoccupati
15 euro lavoratori

PRENOTAZIONE CENA al 3349766916 (Specificando eventualmente se vegetariani o vegani) ENTRO giovedì 17 novembre.

C’è chi dice NO – Lucca

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