Salvini in visita a Lucca, città militarizzata, vietato il dissenso.

Questa mattina Matteo Salvini è tornato a Lucca per una passerella pre-elettorale in vista del referendum del 4 dicembre, con una visita brevissima al Bar Stella Polare nel centro città, dove svariati simpatizzanti lo attendevano. Una passerella elettorale al servizio di un No opportunista, promosso soltanto nella speranza che una caduta del governo Renzi possa riportare al governo le forze di destra. Un NO assai diverso da quello di tutti quei soggetti sociali e politici che in questi anni di crisi hanno resistito dal basso e stretto legami di solidarietà e di mutuo soccorso sui territori contro le politiche neoliberiste e filoimprenditoriali del PD, di cui forze come la Lega Nord, pur atteggiandosi come antisistemiche, non sono altro che il rovescio. In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Salvini ha strumentalizzato in maniera ignobile una questione così importante e delicata per sparare a zero contro i migranti, collegando il problema violenza e femminicidio in Italia alle migrazioni, dimenticando che la stragrande maggioranza delle violenze avviene per colpa di partner e all’interno delle mura domestiche.

A Lucca, nonostante la retorica xenofoba antimigrante sembri far presa, esiste comunque una parte importante di città che rifiuta questa retorica, che continua ad accogliere, e nonostante la propaganda su tutti i giornali, la svolta a destra dell’amministrazione e le sparate d’odio di fascisti e leghisti, continua a disprezzare chi porta avanti un’inutile e dannosa guerra tra poveri. Perché essenzialmente è quello a cui puntano i demagoghi di destra: muovere il disagio delle classi subalterne italiane verso lo straniero come capro espiatorio di una condizione di malessere e insicurezza sociale. Di fronte ad una crisi permanente e ad un peggioramento continuo delle condizioni di vita della classe medio-bassa, c’è chi facilmente cavalca disagio, malcontento e rabbia e lo indirizza a chi è indiscutibilmente più disperato e soprattutto senza diritti. Invece c’è chi rifiuta la retorica del “prima gli italiani” (che fino a pochi anni fa, aggiungiamo per inciso, era “prima il nord”), e al potere costituito, allo Stato, alle istituzioni, chiede e pretende tutto: diritti, dignità, futuro per tutti senza certificati di nascita o distinzioni etniche. Un movimento meticcio e radicato in alcuni territori che scende in piazza ed è pronto a contestare i predicatori d’odio. Chi condivide il disprezzo per i razzisti, oggi non ha tollerato la presenza nella nostra città del leader leghista. Già come era successo il 1°Maggio 2015, quando alcuni studenti si erano mossi spontaneamente per contestare Salvini nella sua ultima visita a Lucca, anche oggi alcuni studenti universitari e medi, saputo della presenza del leghista, si sono subito mobilitati avvicinandosi alla piazza antistante il bar per srotolare uno striscione contro i predicatori razzisti in città, ma hanno trovato un ingente dispiegamento di forze dell’ordine che circondavano Piazza Napoleone, Piazza del Giglio e le vie antistanti (ben 6 camionette).

Gli studenti hanno continuato a cercare una via di accesso, ma sono sempre stati circondati da polizia e carabinieri che con fare minaccioso hanno spintonato, intimidito, strappato di mano i cellulari e requisito i documenti. Per tutta la durata del comizio di Salvini, gli studenti hanno tentato di passare nella piazza senza risultato, in barba alla libertà di espressione e di movimento, mentre ai passanti e ai fans della Lega era permesso circolare. Una piazza militarizzata dove è stato vietato il dissenso e la libera manifestazione di un’idea antagonista al razzismo, con le solite guardie disinteressate al rispetto dei diritti di ogni persona. Mentre la libertà viene assicurata solo ai vari partiti parlamentari indipendentemente da quello che dicono, siano essi dichiaratamente fascisti o promuovano di “sparare sui barconi”, chi si impegna nell’antirazzismo viene schedato e represso.

Un video dalla pagina facebook del collettivo Torpedo:

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