Tifo e squadrismo fascista. Un’inchiesta sui legami tra Casapound, la curva della Lucchese e “i fratelli reclusi”

Questo articolo nasce una collaborazione tra il nostro collettivo di redazione e il gruppo che anima la pagina FB “Lucca Antifascista” con lo scopo di denunciare dinnanzi a una cittadinanza lucchese probabilmente ignara di certe dinamiche, i rapporti di vicinanza esistenti tra le forze di estrema destra presenti in città e alcuni settori del tifo organizzato della Lucchese. Il fatto contingente che dà il là a questo articolo di inchiesta è l’arresto in Inghilterra di Adam Mossa (noto squadrista lucchese) da parte di Scotland Yard, dopo che la polizia Italiana aveva emesso un mandato di arresto internazionale nei suoi confronti. Questo dopo che lo scorso luglio, Mossa, in seguito ad una condanna ad 8 anni di carcere aveva fatto perdere le sue tracce, entrando di fatto in latitanza. Partiremo da alcuni fatti degli ultimi giorni per poi ricostruire la vicenda dall’inizio.

I primi a pubblicare la notizia del suo arresto, è stata infatti una strana pagina Facebook chiamata “Together for Adam”, che nella giornata di lunedì 28 novembre pubblica questo post tradotto in 4 diverse Lingue.

 schermata-2016-12-02-alle-15-18-14Da quel che si può capire pare che Mossa sia in stato di arresto (notizia poi confermata anche dai quotidiani locali [LINK]) e che la pagina serva a raccogliere donazioni dai camerati di tutto il mondo per pagare una cauzione (che potrà comunque essere rifiutata dalla Corte Inglese), per uno scopo che sembra ovvio a tutti: scappare nuovamente chi sa dove.

Per tutta risposta anche Forza Nuova Lucca, ferma ormai da alcuni anni, ha lanciato un evento di raccolta fondi per questo sabato ad Altopascio, sempre sotto la sigla “Together for Adam.” 

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Ma per raccontare appieno la storia partiamo dal principio quando, dalla seconda settimana di luglio 2015, la città di Lucca si riempie di scritte e striscioni che recitano “ADAM, UCCI E TOZZO LIBERI”.

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Questo perché il 6 luglio diviene esecutiva la condanna di tre camerati lucchesi, Adam Mossa (Adam), Stefano Vannucci (Ucci) e Lorenzo Pucci (Tozzo), in seguito ai fatti che alcuni giornali locali definirono vergognosamente “assalto al pub comunista”. [LINK]

I fatti, risalenti al 2010, e testimoniati dai giornali locali, costarono ad un avventore del pub Bruton (l’operaio Sasha Lazzareschi) la perdita permanente della vista da un occhio a causa di un gravissimo trauma al bulbo oculare dovuto al lancio di un bicchiere da whisky nella folla. Un atto di violenza alla cieca per intimidire un locale colpevole di ospitare numerosi concerti punk, nel quale i soliti noti squadristi non erano benvenuti per molte ragioni (basti dire che uno degli organizzatori dei concerti ospitati dal locale era stato accoltellato da 13 estremisti di destra, tra cui gli stessi Adam, Ucci e Tozzo, meno di 3 anni prima. [LINK]

Il 6 luglio diventano quindi esecutive le pene per l’azione vigliacca di chi colpì nel mucchio senza conoscere la sua vittima: 7 anni di reclusione per Vannucci e Pucci, 8 per Mossa il quale, non presentandosi in carcere facendo perdere le sue tracce, diventa il secondo [LINK] camerata attualmente latitante. [LINK]

Ben presto iniziano a susseguirsi dei veri e propri eventi di raccolta fondi per aiutare i camerati reclusi. Il primo di questi si tiene il 25 luglio, organizzato dalla tifoseria di calcio “La Meglio Gioventù”, in Via dei Borghi n.76 proprio dove si trova la sede di Casapound che, stranamente, non viene nominata nel volantino.

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Ecco una foto della sera stessa che ritrae i camerati, orgogliosamente a braccia tese, vicino la sede di Casapound all’inizio di Via dei Borghi

Nei mesi successivi vengono organizzate altre iniziative ma in luoghi diversi: al centro sportivo Sandro Vignini situato nello Stadio Comunale “Porta Elisa” o al bar Snoopy a Segromigno in Monte.

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Basta dare un’occhiata per rendersi conto di come le grafiche stesse dei volantini riportano all’ambiente “sportivo”; lo scudetto della Lucchese, la bandiera della Meglio Gioventù che garrisce, la pantera…

Tutto questo viene fatto per quelli che vengono definiti “ i fratelli” o “gli amici reclusi”, senza però mai specificare cosa questi abbiano realmente fatto. Resta pertanto legittimo chiedersi se tutti i partecipanti agli eventi, soprattutto i giovani tifosi della Lucchese, fossero davvero a conoscenza dei fatti e fossero realmente solidali con chi ha compiuto azioni di tale gravità e indegnità.

All’inizio del nuovo anno, un altro fatto di cronaca mette in crisi la destra neofascista lucchese: Il ritrovamento di una pistola rubata in macchina di Fabio Vitrano, camerata lucchese, fedele appartenente alla sopracitata tifoseria. [LINK]

Se i giornali locali danno poca importanza all’accaduto descrivendolo come “ultrà di destra”, la pagina Facebook Lucca Antifascista è l’unica a dichiarare che Vitrano era un militante a tutti gli effetti di Casapound Lucca. [LINK]

Di lì a poche settimane si svolge il processo per direttissima che condanna Vitrano a 2 anni di domiciliari, pena poi ridotta a causa della richiesta del rito abbreviato. [LINK]

Questa serie di eventi spiega la necessità di creare eventi di solidarietà per aiutare i “fratelli reclusi” che sono attualmente: 2 in carcere, 1 ai domiciliari, 1 latitante. [LINK]

Attualmente le tifoserie esplicitamente fasciste presenti in curva sono due.

La prima di queste è ”La Meglio Gioventù” che, se in passato ha cercato di non rendere così esplicita la sua natura neofascista, ha dimostrato il proprio protagonismo nella difesa dell’azione dei camerati per fatti che nulla hanno a vedere con il mondo sportivo; questo lascia dunque pochi dubbi sulle gerarchie interne del gruppo che, purtroppo, vede ancora oggi l’avvicinamento di diversi giovani e giovanissimi. La seconda è la “Banda Thèvenot” indissolubilmente legata a Casapound.

Se La Meglio Gioventù non ha problemi a difendere i camerati è sicuramente differente la situazione di CasaPound, che si è sempre trovata in seria difficoltà a difendere pubblicamente i tre (come dimostra il volantino del 25 luglio, nel quale è scritto solo l’indirizzo della sede di Casapound “L’Artiglio”), ma per i quali, evidentemente, si è sempre mostrata accondiscendente e connivente mettendo a disposizione la propria sede per gli eventi di solidarietà e non avendo problemi ad esibire uno spirito di affratellamento cameratesco con i suddetti personaggi, come è possibile accorgersi da alcune foto che li ritraggono in compagnia delle personalità attualmente ai vertici di Casapound, Lorenzo Del Barga e Fabio Barsanti.

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Foto di gruppo con, Lorenzo Del Barga (Presidente di Casapound Lucca), Fabio Barsanti (Casapound/Sovranità), Adam Mossa (Adam), Fabio Vitrano, Stefano Vannucci (Ucci)

Ultima notizia riguardante la presenza di un estremismo politico di destra ben radicato nell’ambiente dello stadio, è la diffida di 14 tifosi della Lucchese dopo che hanno lanciato cori inneggianti al Duce e definito gli avversari Livornesi “ebrei” durante la partita di calcio Livorno-Lucchese svoltasi all’inizio di ottobre. [LINK]

A questo punto si impongono delle domande piuttosto scomode, che riguardano piuttosto il mondo delle istituzioni e dei media locali e come la cittadinanza si rapporta a una dialettica politica che pare ormai aver abbandonato la pregiudiziale antifascista come discrimine per far parte del gioco democratico.

1) Che cosa ha da dire l’ANPI al riguardo? E che cosa ha da dire il sindaco Tambellini, che in questi anni non ha mai avuto il coraggio (a fronte dei ripetuti atti di violenza fascisti subiti, ancora una volta, anche da parte di persone del tutto estranee a una dinamica di scontro politico [LINK] ) di assumere una posizione nettamente antifascista in nome di una generica e ipocrita “condanna della violenza”, quando questa violenza proviene ed è coperta da una sponda precisa, come sa chiunque conosca gli ultimi 15 anni di storia della nostra città [LINK]? Un sindaco che invece, molto recentemente, non ha esitato a esprimere solidarietà a CasaPound, dopo che quella sede (quella stessa sede che aveva ospitato eventi di solidarietà per personaggi dediti alla violenza, quella vera, cieca e potenzialmente assassina) era stata sanzionata con scritte antifasciste, con quale coraggio può pretendere di rappresentare il mondo di sinistra della nostra città?

2) Com’è possibile che una rete di relazioni così evidente e incontrovertibile, facilmente tracciabile attraverso un’indagine giornalistica nemmeno troppo ardua da condurre, debba emergere per opera della redazione di un sito di informazione come il nostro invece che sui principali organi di informazione? Perché a un personaggio come Fabio Barsanti viene concessa una tribuna mediatica praticamente senza contraddittorio e senza filtro, mentre le attività e le frequentazioni riguardanti il partito di cui è segretario non vengono indagate e denunciate ?

3) Quante delle persone che (a fronte di un attivismo reale, anche se ingigantito dai media) guardano con simpatia ai “bravi ragazzi” di CasaPound sono a conoscenza delle loro strane amicizie e dei beneficiari di parte del loro “impegno sociale”?

Molte sono le risposte che ci piacerebbe provare a dare e che concernono il ruolo politico delle forze neofasciste, il loro carattere di manovalanza al servizio della repressione delle forze antagoniste e anticapitaliste, la sotterranea complicità tra queste e il mondo cosiddetto democratico e liberale, oggi come nei momenti di crisi economica e sociale che l’Europa ha passato tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso. Ma non è questa la sede per farlo, è una riflessione che rimandiamo a più avanti.

Quello che invece abbiamo cercato di fare con questa inchiesta, è far emergere delle verità scomode e incredibilmente insabbiate, perché nella nostra città si continui a praticare l’esercizio faticoso della memoria (un dovere soprattutto rispetto alle generazioni più giovani), non solo della storia di cent’anni fa, ma quella recente. E la si smetta, una volta per tutte, di condannare e isolare chi, in un contesto così duro e difficile, ha scelto di resistere e di fare dell’antifascismo una scelta militante, invece di limitarsi soltanto a enunciarlo.

“C’è ancora bisogno di partigiani, perché esistono ancora dei fascisti”

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