Informazione e militanza: un primo bilancio dell’esperienza del Tafferuglio a nove mesi dalla nascita

Nel chiudere questo 2016 vogliamo condividere con i nostri lettori alcune considerazioni emerse nelle ultime riunioni di redazione in merito all’esperienza del nostro progetto.

Abbiamo scelto come titolo di questo articolo “Informazione e militanza” perché, come abbiamo scritto fin dall’inizio del nostro percorso, sia nel manifesto che nello slogan che abbiamo scelto per la giornata di presentazione del progetto nove mesi fa (Informare per sovvertire il presente), ci interessa raccontare e criticare il mondo che ci circonda non come un’attività fine a se stessa, ma come uno strumento al servizio di un cambiamento reale. Da qui il nostro essere di parte, esplicitamente.

In questi nove mesi abbiamo pubblicato circa un centinaio di articoli. Abbiamo parlato di casa, scuola, immigrazione e lavoro. Di antifascismo, lotte sociali e cultura sotterranea. Abbiamo sempre cercato di coniugare l’informazione e l’analisi politica, convinti che l’una rafforzi l’altra e viceversa. Alcuni dei nostri articoli sono stati ripresi da altri portali di informazione, tra cui ricordiamo Infoaut, Globalproject, ClashCityWorkers, Cortocircuito e gli amici di Riscatto, che invitammo alla nostra presentazione ad aprile. Un fatto che ci fa piacere e ci dà fiducia nella qualità e nell’utilità del nostro lavoro, anche al di là dei confini della lucchesia.

Di molti altri argomenti importanti e meritevoli di attenzione, non siamo invece riusciti a parlare con la tempestività e la continuità adeguata. Ci proponiamo di rimediare in futuro, e per farlo abbiamo bisogno di allargare la nostra redazione. Rinnoviamo pertanto l’invito a tutti coloro che si riconoscono nel nostro progetto e sarebbero interessati a scrivervi, a mettersi in contatto con noi.

In questi mesi non ci siamo limitati alla scrittura degli articoli, ma abbiamo anche cercato di svolgere un ruolo più ampio di diffusione e di sedimentazione di una coscienza di classe e di una cultura antagonista. I cineforum che abbiamo organizzato quest’estate, i dibattiti che abbiamo promosso, il banchetto dei libri delle case editrici indipendenti che portiamo ovunque delle realtà amiche vogliano ospitarci, sono tutti mezzi su cui abbiamo investito e che speriamo concorrano a radicare sul nostro territorio un senso di appartenenza a quel “mondo di sotto” che oggi ha bisogno di emergere e di scontrarsi con il “mondo di sopra”.

In questi mesi ai lettori del sito può essere sembrato che nelle nostre attività abbiamo talvolta travalicato i confini di un portale di informazione, per sconfinare in quelli di un collettivo politico vero e proprio. Ad esempio in occasione della campagna per il No sociale al referendum costituzionale, tema a cui abbiamo dedicato molte riflessioni prima e concorso materialmente all’organizzazione della campagna sul territorio poi. Non vediamo nulla di strano in questo. Informazione e militanza, appunto.

Da ultimo, un chiarimento ai nostri lettori in merito alla composizione della nostra redazione. Fin dall’inizio di questo progetto, ci siamo posti l’esigenza di creare uno spazio dove, pur all’interno di una cornice ben definita (il manifesto fondativo), potessero convivere posizione diverse e non necessariamente in completa sintonia tra loro. Fino a questo momento abbiamo scelto di non mettere troppo in rilievo, nella grafica del sito, gli autori degli articoli. è una scelta che abbiamo fatto per evitare tendenze narcisistiche ma che forse, involontariamente, ha finito per dare l’idea di un’uniformità di vedute che invece non c’è al nostro interno. Per questo motivo d’ora in poi metteremo maggiormente in rilievo gli autori degli articoli, allo scopo di evidenziare quando ciò che viene scritto è frutto del lavoro e del punto di vista di un singolo, e quando invece può considerarsi rappresentativo di tutta la redazione. Non spetta a un sito di informazione, del resto, dare una linea. Questo è un compito che spetta a un collettivo vero e proprio. Nostro compito è invece quello di dare spunti, strumenti concettuali per comprendere meglio la realtà e per capire meglio quali posizioni prendere.

L’anno che ci aspetta è denso di ricorrenze importanti: il centenario della Rivoluzione d’Ottobre, i 40 anni dal movimento del ’77… Proprio in un contesto non semplice per i movimenti antagonisti e anticapitalisti (tanto sul piano nazionale che internazionale), un contesto ricco di opportunità che però facciamo fatica a cogliere e di pericolose svolte a destra che si fanno invece più reali, occorre non rifugiarsi nella celebrazione nostalgica di queste ricorrenze, ma piuttosto impegnarsi nello studio e nell’interrogazione critica di quanto, di quelli eventi e del lavoro precedente che li ha preparati, può servirci per l’oggi e può essere positivamente attualizzato. Anche a questo scopo, nell’anno che ci aspetta cercheremo di dare il nostro contributo promuovendo dibattiti e la presentazione di libri che ci sembra possano andare in questa direzione.

Auguriamo ai nostri lettori (e anzi, li invitiamo a) un 2017 di lotte, lotte che possano giovarsi del contributo di quell’informazione che ha scelto di abitare nel mondo di sotto e di dargli spazio e voce. Questa è ancora oggi la nostra sfida, il nostro Tafferuglio.

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