Prosegue la campagna di solidarietà “Io sto con la Lucca che lotta”

Pubblichiamo il comunicato apparso ieri sulle pagine facebook di diversi collettivi cittadini (Torpedo, Casl, Lucca Antifascista, Collettivo di Lotta per la Casa, Borda!Fest) con gli ultimi aggiornamenti in merito alla repressione delle lotte dal basso sviluppatesi a Lucca a partire dal 2012, fino alla contestazione al premier Renzi del 10 giugno scorso. Il comunicato rilancia l’invito alla massima solidarietà (da Lucca e anche dalle realtà antagoniste delle città vicine) e a sostenere la cassa di resistenza “Io sto con la lotta che lotta”, al cui scopo sono in programma una serie di eventi nei primi mesi di quest’anno. Ad uno di questi, la serata dell’11 marzo sulla figura di Valerio Marchi e le culture di strada, come Tafferuglio abbiamo accettato di partecipare con piacere. 

CONTRO LA REPRESSIONE, COSTRUIAMO SOLIDARIETA’ E RESISTENZA.
SOSTENIAMO LA CAMPAGNA “IO STO CON LA LUCCA CHE LOTTA”

Era il 1 Febbraio 2015 quando, davanti ad un pubblico di oltre 130 persone, tutte le realtà anticapitaliste lucchesi lanciavano la campagna “Io sto con la Lucca che lotta”, una campagna di solidarietà e resistenza per contrastare la repressione delle lotte sociali cittadine.
Da allora migliaia di persone hanno attraversato le iniziative di solidarietà organizzate e moltissimi solidali hanno dimostrato di esser vicini a quei collettivi che nella nostra città cercano di produrre cultura alternativa, socialità autogestita e politica antagonista al sistema di sfruttamento che ci governa e che per forza di cose hanno trovato davanti a loro le denunce, la repressione della magistratura, gli sgomberi e i manganelli. Quasi due anni di solidarietà hanno dimostrato che c’è consenso verso le lotte sociali e che la nostra migliore arma rimane il fare rete e continuare a combattere contro chi ci reprime e ci vorrebbe disgregare e zittire.

Del corteo studentesco del 17 Novembre 2012 sono stati denunciati 11 studenti che stanno ancora aspettando un verdetto per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, dopo che il corteo si era mosso con determinazione e a mani alzate verso il Comune di Lucca per contestare la presenza di un ministro del governo Monti.
Decadute sono invece le assurde accuse di manifestazione non autorizzata per gli antifascisti che nell’Ottobre 2014 hanno organizzato un presidio contro l’apertura del covo fascista di Casa Pound.
Stessa sorte per le accuse di imbrattamento presso la sede di Assoindustria durante lo sciopero sociale nel Novembre 2014. La Digos aveva orchestrato accuse per lancio di uova e addirittura accensione di fumogeni, ma neppure la magistratura è riuscita a condannare i 3 denunciati.
Si attendono invece verdetti e accuse precise per l’occupazione del complesso abbandonato di Sant’Agostino, recuperato per poche ore dall’organizzazione del BORDA!Fest nell’Ottobre 2014; per ora sono state recapitate 7 denunce per oltraggio a pubblico ufficiale.
A queste si aggiungono le ultime 11 denunce per violenza e minacce a pubblico ufficiale in occasione del corteo del 10 Giugno 2016 che tentò di avvicinarsi al convegno presenziato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ma venne manganellato senza ritegno dalle forze dell’ordine.

Questa cassa di solidarietà non è soltanto uno strumento volto a tutelare le lotte di ieri e i compagni che si sono esposti. Essa serve a dare fiducia alle lotte di domani, serve a dare la sicurezza che a rimanere solo è chi si sfila e abbandona la lotta, e non chi continua a combattere. “Si parte e si torna insieme” urliamo nei nostri cortei, e non è soltanto uno slogan. Questa cassa di solidarietà non è dunque uno strumento per difendere un gruppo di persone è invece uno strumento che serve per difendere il diritto e la possibilità materiale da parte di tutti gli sfruttati di ribellarsi collettivamente e conquistare dignità e riscatto contro chi ci vuole sottomessi e passivi e in quanto tale deve essere sostenuta da tutti.
Di fronte a uno Stato che reprime il dissenso, manganella nelle piazze e distrugge i nostri diritti, la Lucca che lotta continuerà a portare avanti manifestazioni, picchetti e iniziative, senza temere magistratura, fascisti o polizia.
Non dimentichiamoci che nessuno ci darà ciò che in questi anni c’è stato tolto, solo con la lotta e scendendo in piazza ci prenderemo i diritti e il riscatto che ci spetta!

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