Tutte le tracce dei dibattiti dell’8-9 aprile contro il G7 lucchese

Riprendiamo la nota di Lucca contro il G7 con tutte le tracce dei dibattiti che animeranno la due giorni di approfondimento su guerre e immigrazione dell’8-9 aprile prossimo al Foro Boario.
Le tracce audio dei dibattiti sono state aggiunte in data 13/04/2017.
 
Il nostro vertice è quello delle lotte. Tutte le tracce dei dibattiti dell’8-9 aprile al Foro Boario
 
SABATO 8 APRILE
I MIGRANTI TRA REPRESSIONE E LOTTE SOCIALI
 
Intervento introduttivo alla due giorni di un membro del coordinamento Lucca contro il G7
ORE 14:30 Dibattito “Immigrazione e nuove forme di controllo sociale”. Interviene Emilio Quadrelli, ricercatore presso l’Università di Genova
Fili spinati, nuovi muri, leggi speciali e discriminatorie verso i migranti si diffondono di giorno in giorno in Europa e nel mondo insieme a vecchie e nuove forze razziste e xenofobe. La perenne emergenza sicurezza di cui sarebbero preda le nostre città è stata in questi anni un grimaldello per imporre maggiore controllo sociale (video-sorveglianza diffusa, aumento dei militari nelle strade provvedimenti volti a mettere al bando dai centri cittadini i poveri e tutti quei soggetti socialmente sgraditi o che “rovinano il decoro”), ulteriormente rafforzato dalla messa a regime di provvedimenti repressivi quali Daspo, fogli di via, fino ad arrivare all’ultimo decreto Minniti.
Una vera e propria sfilza di provvedimenti securitari che colpiscono prima e più di tutti i migranti, sia in termini di trattamenti differenziali da parte delle forze dell’ordine, sia in termini di vere e proprie forme di detenzione illegittima, dai Cie passando per i Cpt fino agli hotspots per i richiedenti asilo. Senza dimenticare la tendenza a mettere gratuitamente al lavoro i migranti come presunto sdebitamento per l’accoglienza ricevuta, abbassando così ulteriormente il costo del lavoro. In che senso dunque, la condizione dei migranti è stata ed è un’anticipazione di una tendenza più generale che punta a mettere sotto controllo e ricatto tutta la società? E come rompere e distruggere questa tendenza?
Ore 16:00 Dibattito “Migranti, avanguardia delle lotte”. Intervengono:
-Campagne in lotta (coordinamento dei braccianti immigrati del sud Italia);
-Lavoratori protagonisti delle lotte della logistica in Emilia Romagna;
-Rifugiati dell’ex Aiazzone e Movimento di lotta per la casa di Firenze.
Oggi la composizione etnica e sociale di quello che una volta veniva definito proletariato sta mutando sensibilmente in virtù dei flussi migratori che, dal punto di vista della governance capitalista, se da una parte giustificano nuove forme di controllo sociale, dall’altra forniscono manodopera a basso costo tendente sempre più allo zero (vedi ad esempio il lavoro socialmente utile fatto svolgere agli immigrati ospitati nelle cooperative) ed offrono sostegno al tentativo strumentale del capitale stesso di creare divisioni fra lavoratori italiani e non (vedi razzismi e xenofobie varie sempre più in voga).
A dispetto di ciò la componente migrante, sebbene duramente colpita da repressione e controllo sociale, sta assumendo sempre più il ruolo di avanguardia nelle lotte di classe che si oppongono alle politiche capitalistiche di sfruttamento del lavoro, innestando in esse una linfa e una disponibilità al conflitto che il proletariato autoctono, complici decenni di sconfitte favorite dai sindacati confederali, sembra ad oggi ancora incapace di mettere in campo.
è proprio in questo contesto che l’azione portata avanti da Campagne in lotta, dai lavoratori della logistica e dai Movimenti di lotta per la casa trova il suo comun denominatore. Nonostante la stretta repressiva che si trovano a dover subire e che più di una volta è stata pagata a caro prezzo (ricordiamo fra gli altri i morti all’incendio del gran ghetto di Rignano, il compagno Abdesselem El Danaf schiacciato da un Tir durante un picchetto dei lavoratori della logistica e Ali Muse morto nel rogo dell’ex Aiazzone a Firenze) questi tre soggetti, attraverso la lotta, sono la dimostrazione vivente che oggi gli sfruttati hanno ancora la possibilità di autorganizzarsi per contrastare i propri nemici di classe e che la battaglie si possono vincere.
Il confronto che intendiamo instaurare tra queste realtà è finalizzato a riflettere sui punti di forza che le accomunano nella prospettiva di una saldature e di un potenziamento delle lotte.
 
DOMENICA 9 APRILE
LA GUERRA E NOI
 
Ore 10:30 Dibattito “Crisi, conflitti e insurrezione”. Interviene Emilio Quadrelli, ricercatore presso l’Università di Genova*
 
Negli ultimi 10 anni, in corrispondenza della crisi economica che ha segnato un brusco calo nella produzione di ricchezza nei paesi ad economia avanzata, abbiamo assistito allo scoppio di guerre devastanti alle porte di casa, dal nord Africa al Medioriente fino in Ucraina. Sembrerebbe confermato lo schema classico del ciclo capitalista che entra in crisi di sovrapproduzione e non può far altro per ripartire che distruggere capitale costante e variabile attraverso la guerra.
Quali sono gli elementi di novità rispetto al passato?
In Europa stanno prevalendo le fazioni di borghesia che puntano alla formazione di un unico polo imperialista continentale o assistiamo alla rimonta di quelle che puntano ad un riposizionamento più indipendente degli stati nazionali? Con riferimento in particolare ai conflitti in Libia, Siria ed Ucraina l’imperialismo occidentale quanto si presenta compatto e quanto in ordine sparso a supporto di gruppi di interesse nazionali?
Nello scenario in cui la guerra si ripresenta come una cornice costante anche in casa nostra riproiettata nella forma degli attentati jihadisti, come rilanciare un’opposizione popolare alla guerra nel clima di crescente securitarismo e repressione sociale?
 
A seguire dibattito: “Resistenze popolari all’imperialismo, l’esempio del Kurdistan e della Palestina”. Intervengono Davide Grasso e un compagno palestinese.
 
Quando parliamo dello scenario geopolitico internazionale, delle conseguenze che esso ha sulle nostre vite e di come possiamo organizzarci giorno per giorno per cercare di fare resistenza sui nostri territori, dobbiamo ricordare che in alcuni paesi questo succede già: numerosi sono i casi di rivolte e/o rivoluzioni, ma oggi vogliamo porre al centro del dibattito due contesti, entrambi centrali per quello che riguarda il Medio e Vicino Oriente, ovvero il fulcro dell’attuale conflitto in corso su scala mondiale: stiamo parlando del Kurdistan e della Palestina.
Pensiamo che gli interventi di Davide Grasso (combattente italiano nelle milizie curde YPG che stanno ricacciando via da buona parte della Siria del Nord i tagliagole dell’Isis) e di un esponente di UDAP (Unione Democratica Arabo Palestinese) che ci parlerà degli ultimi sviluppi del conflitto che si consuma in Palestina ogni giorno sotto l’oppressione violenta dell’esercito israeliano, possano fornire degli spunti utili a prepararci e organizzarci di fronte agli scenari di guerra da cui non possiamo più pensare di tenerci al riparo.
Ore 13:30 Pausa pranzo
 
Ore 15:00 Dibattito: “Le resistenze dei territori contro le basi militari Nato in Italia.” Intervengono:
-No Muos (movimento contro le basi Nato in Sicilia);
-A Foras (movimento contro l’occupazione militare della Sardegna);
-Comitato No Dal Molin (contro l’ampliamento della base americana di Vicenza)
 
I venti di guerra, spinti dalla crisi economica mondiale e dall’aumento della competizione tra i diversi blocchi imperialisti che emergono dal declino dell’egemonia statunitense, soffiano più forti che mai. La guerra stessa assume caratteristiche nuove e non solo per la tecnologizzazione e l’aumento massiccio di armamenti comandabili a distanza (si pensi ai droni) ma anche per le forme di guerra asimmetrica e diffusa di cui ci parla il terrorismo jihadista. In questo scenario mutevole in cui i richiami alla pace sembrano aver perso ogni efficacia, resta aperto il nodo, per la nostra parte, di come fare guerra alla guerra, invece che subirla.
Partire dai nostri territori per individuare ed attaccare le fabbriche di morte della guerra globale ci sembra un passaggio ineludibile per qualsiasi movimento antimilitarista all’altezza dei tempi. Per questo ci confronteremo con quelle lotte popolari che dalla Sicilia alla Sardegna fino a Vicenza hanno deciso di combattere le guerre imperialiste degli stati occidentali partendo dai propri territori. Contestando la presenza delle basi militari Nato, tagliando le reti, interrompendo le esercitazioni, rivendicando la liberazione di tutti i territori oppressi dalle servitù militari. Può essere solo questa la materia prima di un nuovo movimento No-War tutto da costruire.
 
* L’assemblea LUCCA CONTRO IL G7 ha deciso di annullare l’intervento di Manlio Dinucci previsto domenica mattina per marcare la distanza dal metodo di promozione della campagna per l’uscita dell’Italia dalla NATO di alcuni membri del Comitato No Guerra No Nato. 
 
Lucca contro il G7

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