Il pianeta DIYfforme del Borda!Fest, dal 2 al 5 novembre a Lucca

Giovedì 2 novembre avrà inizio l’edizione 2017 del Borda!Fest – Produzioni Sotterranee. Pubblichiamo il testo di lancio della quarta edizione del festival che quest’anno ha come tema “Pianeta DIYfforme”. per il programma completo dei dibattiti e delle presentazioni che si svolgeranno durante le 4 giornate nei sotterranei del Baluardo San Martino clicca qui. Tra i vari banchetti degli espositori presenti ci sarà anche il nostro, sempre disponibili a incontrare, scambiare due chiacchere e stringere amicizia con tutt* coloro che non sono in pace con questo presente e vogliono sovvertirlo. 

 

COSE DELL’ALTRO MONDO! E INVECE È PROPRIO IL NOSTRO. Serve un BORDAFORMING! Per un PIANETA DIYfforme
“È l’anno 2017 d.C.
Il BORDA!- Produzioni Sotterranee, con la sua la pazza orda multiforme proveniente dagli inferi di questo corpo celeste, è arrivato oggi alla sua quarta edizione.
Quest’anno l’altro festival del fumetto di Lucca, nonché il più bello della città, ha come titolo PIANETA DIYfforme. Con l’anno diyfforme si chiude la quadrilogia dei Subterranears.
Questi sbraitanti popolani delle Produzioni Sotterranee sono sbucati dalla crosta terrestre attraverso i tombini -Rise of the Subterraneans! ’14 – poi hanno dovuto fare i conti con chi c’era sopra -Subterraneans among us!’15 – e per resistere a chi li voleva ricacciare sotto terra per le troppe feste in giro per il mondo – S(t)amo attaccati! ’16- si sono uniti tutti assieme.
Adesso è il momento. BORDAFORMING!
Siamo tanti, siamo belli, siamo ovunque. Ci prendiamo il globo terraqueo!
il PIANETA DIYfforme è il nostro mondo pieno di feste. Dalla Terra Sudatissima (Afa Milano!) fino alle Terre Succulente (Caco Fest! Bari!) passando per la labronica Terra teatrante (Combat Comics Livorno!), la Terra dei tori (Olè Bologna!), la Terra Roditrice (Ratatà Macerata!) l’autonomadre di tutti i SubParty, Crackland (Crack Roma!), la mediTerranea (Uè Fest Napoli!) e la Terra Tatuata (Inchiostri Ribelli Firenze!).
E tante altre ancora stanno nascendo!
Siamo emersi e ci prendiamo i cieli, ma non li lasceremo. Non lasceremo loro come le nostre terre. Difenderemo gli spazi dove viviamo liberi insieme e ci divertiamo. Libereremo più possibile Gaia dando valore alle singolarità e alle diversità tramutandola nel primo Pianeta DIYfforme dell’Universo.
Ma perché vogliamo tutto? Non ci basta la nostra decina di feste? No, perché vogliamo che quello che si prova nelle nostre terre temporaneamente liberate lo possano provare tutti e lo si possa provare sempre.
Quando decidi di essere spaziotemporalmente in uno dei festival ti accorgi che non sono mercatini di autoproduzioni ma avamposti di autogestione, libertà e uguaglianza. Alle feste puoi stare in mezzo a tante persone sconosciute senza sentirle come estranee. Ti può succedere di essere contagiato da un senso di gioia e di contentezza palpabile, che sta nelle cose, nelle persone e nella costruzione stessa di quell’esperienza condivisa.
Per far sì che lo spirito dei festival sia lo spirito della Terra tutta bisogna continuare ad attaccare e ad attaccarci. Con il bordaforming, per costruire il pianeta DIYfforme!
È necessario perché non sia più così pesante la sveglia, ogni giorno, su questo pianeta. Già, perché la nostra è una terra dove succedono parecchie cose assurde.
<< Ma Gaia è bellissima! I monti, i laghi, le colline!
E le donne! E gli uomini!
E quanto sono ganzi i fumetti! >>
Sì, la geopalla è incredbile, ma ci si può svegliare sopra in un sacco di modi.
Ti puoi svegliare, in una ridente città piemontese con le immagini impresse di un plotone di sbirri che carica gli avventori di un pub intenti a bersi una birretta, e realizzare che non si tratta di un incubo appena fatto ma le reali vicende della sera prima.
Ti puoi svegliare un ennesimo giorno a casa dei tuoi, tu senza un reddito o con un lavoro di merda e loro stanchi di troppe ore pagate male, magari a vendere minerali griffati di gomma lussuosa, o insomma a fare un qualcosa che al nostro globo e ai suoi abitanti non serve a nulla, se non ad arricchire qualche padrone.
Ti puoi svegliare sapendo che non potrai più andare nella città di quei tuoi amici che avevano organizzato quel bel corteo, perché tale Marco Minniti, con un foglio, ti ha detto che là per tre anni non ci puoi camminare.
Ti puoi pure svegliare su un bel barcone brulicante di un sacco di gente, e allora puoi pure riaddormentarti e sperare che tutto vada per il meglio.
Tutto questo grazie a gente come il ministro degli interni e i suoi, orribili creature di questo pianetino dell’universo che pretendono di poter decidere quali metri quadri puoi calpestare, dove devi stare e dove non puoi passare. Come fossimo pacchi! Anzi, no, le merci, quelle sì che sono libere di andare dove vogliono! Per mare, per aria e via terra, senza muri, confini e frontiere. Su questa terra pacchi, merci e mercanti comandano e hanno deciso che tutto deve essere merce. Saperi, quartieri, festival…tutto. I luoghi che abitiamo subiscono la gentrification, vengono riconfigurati a misura dei bisogni del mercato cambiando le città. I centri diventano vetrine senza comunità e senza relazioni sociali. Vengono svuotate di ogni identità storica, culturale e sociale, salvando solo ciò che è utile al turismo di massa e cacciando nelle periferie tutti gli indesiderati, tutti coloro che non creano profitto nel libero mercato.
È proprio per questo che i nostri festival non sono luoghi di mercato. Alle nostre feste non ci sono pacchi, merci e mercanti ma persone del mondo di sotto che condividono le proprie Produzioni Sotterranee. Nei festival i fumetti, i poster e le fanzine si osservano, si sfogliano e si realizzano. Si comprano e si vendono anche, per permettere ai disegnatori, illustratori e fumettisti di continuare la loro ricerca e magari vivere di questa, ma senza che lo scambio economico abbia centralità.
Il pianeta DIYffome cambia e si compone nel modo che vogliono i suoi stessi abitanti. Tutti insieme e tutti matti ridendo in faccia a chi alza muri e delinea frontiere, costruiamo un celeste corpo abitato da chi scavalca beffardo i limiti fisici, spaziali, temporali e legali imposti dall’alto. Il processo di Bordaforming è uno sballo duro!
Uno sballo che ha le sue radici in anni di sbattimento e che vive anche quando finiscono i festival. Quando abbiamo chiuso il BORDA! ’16 abbiamo scritto che “siamo stati attaccati e
siamo stati bene”.
Da quel giorno sono successe tante cose.
Il Centro Sociale Occupato e Autogestito XM24 di Bologna è stato definito incompatibile con il quartiere della Bolognina, e quindi minacciato di sgombero perché quel territorio è in fase di cementificazione e gentrificazione.
Durante l’estate ’17 due centri sociali della stessa città, il Laboratorio Crash e il Labàs sono stati sgomberati. A loro va la nostra solidarietà.
In quest’anno trascorso altri 2 festival sono venuti alla luce.
L’Uè – Underground Eccetera di Napoli e L’ Olè – Oltre l’editoria di Bologna sono nati e si sono uniti al Nuevo Frente Popular Para La Liberacion Grafica, il coordinamento europeo dei festival del fumetto bello, simpatico e indipendente, di cui siamo parte.
Il primo si è svolto proprio all’XM24 e ha avuto come tema principale quello dell’ “incompatibilità”. Così facendo ha mostrato cosa il PD vorrebbe sgomberare, e cioè un posto della comunità, dove è possibile costruire momenti di liberazione e messa in comune di bisogni, esperienze e saperi. Proprio come è stato l’Olè, organizzato e vissuto dal Popolo delle Produzioni Sotterranee.
Insomma, l’Olè e l’Uè ci dimostrano che, mentre ci attaccano sempre di più, noi stiamo continuando ad attaccare e ad attaccarci sempre più.
Viva il Popolo delle Produzioni Sotterranee!
Viva il Nuevo Frente Popular Para La Liberacion Grafica!
Viva il pianeta DIYfforme!
Che si aprano le danze planetarie verso i BORDA!Fest IV^ edizione!
Dal 2 al 5 novembre presso il baluardo di S.Martino e il Foro Boario.
DIY! DO IT YOURSELF
Ci vediamo lì!”
Borda!Fest – Produzioni Sotterranee

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