Dalla consapevolezza di genere alla lotta delle donne per la trasformazione sociale

Riceviamo e pubblichiamo questo documento di Non Una di Meno Lucca che fa il punto sulla recente mobilitazione dell’8 marzo e sui prossimi appuntamenti, a partire dal 25 aprile fino al 19 maggio, quarantesimo anniversario dalla legge 194 sul diritto all’aborto.

Dalla consapevolezza di genere alla lotta delle donne per la trasformazione sociale

Da alcuni mesi anche a Lucca è nato un nodo di Non una di Meno, il movimento femminista che ha avuto il merito e la forza di rompere la superficialità del dibattito pubblico sulle pari opportunità e sul genere, riportando il discorso sui rapporti di potere tra i sessi, i generi e le diseguaglianze sociali.

Non una di Meno nasce in risposta all’appello delle donne argentine scese in piazza al grido della poetessa Susana Chávez – Ni una mujer menos, ni una muerta más – per denunciare la strage femminicida. L’urlo delle argentine ha attraversato le frontiere, diventando mondiale, e ha prepotentemente imposto la lettura dei casi di violenza sulle donne come episodi di violenza di genere.

L’analisi della violenza è andata ben oltre l’efferatezza dell’offesa fisica. In Italia, Non una di Meno si è caratterizzata per aver avviato una riflessione di segno femminista, confluita nel Piano Femminista contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere, che individua le piccole e grandi violenze subite da ognuna di noi in tutte le sfumature del vissuto. Imparare a riconoscerle significa fare un passo verso il l’autodeterminazione. Come diceva Virginia Woolf, femminista è qualsiasi donna che dice la verità sulla propria vita: dal #metoo al #wetoogether la consapevolezza diviene lotta comune.

Se autodeterminazione significa libertà, l’indipendenza ne è condizione necessaria. Non una di Meno rilancia così la data dell’8 marzo come momento di lotta per l’affermazione dei diritti delle donne in ogni aspetto della vita sociale, a partire dallo sfruttamento e la subalternità sul lavoro, riaffermando la fondamentale matrice anticapitalista, e proclama  lo sciopero globale. I temi tipicamente femministi si intrecciano così alla lotta alle diseguaglianze sociali e intersecano la categoria di donna con quella di classe. L’approccio intersezionalista fonda qualsiasi istanza che non miri semplicemente alle pari opportunità ma che proclami la liberazione di tutte e tutti. Corollario di questo valore condiviso è il rifiuto di ogni approccio e risposta istituzionale alla violenza contro le donne e una ferma opposizione alle politiche razziste e securitarie.

È con questo spirito che Non una di Meno Lucca è scesa in piazza lo scorso 8 marzo, partecipando alla manifestazione che ha percorso le strade della città. I contenuti, gridati forte e chiaro, sono stati ancora la necessità di riconoscere e contrastare con determinazione tutte le forme di violenza – fisica, psicologica, simbolica, istituzionale. Lo spezzone di Non una di Meno ha denunciato l’urgenza di applicare il punto di vista di genere nell’analisi di ogni tematica sociale dal lavoro, alla scuola, fino al diritto alla salute, perché le radici della violenza affondano nel vissuto quotidiano. Non ci sarà mai fine ai femminicidi se non avremo una rivoluzione culturale.

Per questo non ci fermiamo.

Il nostro femminismo è antifascista: il 25 aprile saremo presenti in piazza con l’antifascismo lucchese per affermare con forza che la liberazione da fascismo e razzismo è pratica quotidiana insita nel DNA delle nostre lotte.

Il nostro femminismo è internazionalista e antimperialista, vicino per affinità profonde e storicamente determinate, alle lotte delle donne e dei movimenti delle donne contro il colonialismo, la guerra imperialista, le corporation multinazionali. Vicino dunque alle nostre compagne nei territori palestinesi occupati, nelle carceri sioniste, nel Rojava, sulle montagne Kurdistan e in Sud America.

Il nostro femminismo è orgogliosamente laico: il 19 maggio celebreremo quarant’anni dalla legge 194, ripercorrendo le tappe della mobilitazione che ha portato all’approvazione della legge del 1978 sul diritto all’aborto e facendo luce sulle criticità che ancora ostacolano il percorso delle donne verso il diritto alla scelta e alla salute riproduttiva.

I due eventi saranno preceduti da un aperitivo di autofinanziamento, venerdì 13 aprile, presso la sede Arci di Lucca. Sarà un momento per conoscerci e riconoscerci: l’8 marzo non è mai stato un punto di arrivo, ma un punto di partenza.

Non Una di Meno Lucca

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