Studenti in corteo a Lucca contro il governo: “è solo l’inizio”

Circa un’ottantina di studenti hanno risposto oggi alla chiamata a scendere in piazza contro le politiche dell’attuale governo lanciata nei giorni scorsi dal Collettivo Autonomo Studenti Lucchesi. Il corteo si raduna a partire dalle 9:00 a Porta Elisa per poi snodarsi lungo le vie della città e passare accanto ai principali istituti scolastici, alcuni dei quali (Paladini e Passaglia) avevano già visto l’emergere di proteste durante lo scorso autunno, fino ad un recente tentativo di occupazione avvenuto proprio la settimana scorsa.

Tanti gli slogan scanditi su cartelli e striscioni: “La vostra falsa sicurezza non ci fa paura”, “Gratis non lavoro neanche 90 ore”, “Più soldi all’istruzione meno alla repressione”, e altri ancora. Il corteo, conclusosi in Piazza San Michele con un’assemblea, ha anche espresso la sua solidarietà all’Asilo sgomberato di Torino.

Una manifestazione importante e da valorizzare quindi, che nonostante i numeri non enormi attesta la persistenza di un bisogno di mobilitazione da parte di una fetta della popolazione studentesca della nostra città capace di andare oltre l’autunno, cosa che a Lucca mancava ormai da diversi anni.

Riprendiamo di seguito il comunicato del Casl sul corteo di oggi, che invita a rimanere uniti e a continuare la lotta per il rifiuto di questa scuola e di questa società.

 

“OGGI, VENERDI’ 15/02, LA MONOTONIA DI LUCCA E’ STATA INTERROTTA DAL CORTEO STUDENTESCO PER LE VIE DEL BORGHESE CENTRO STORICO.

Gli studenti e le studentesse si sono ritrovati a Porta Elisa alle 9:00 per partire in corteo insieme e carichi.
Siamo scesi nelle vie della città perché riteniamo importante che gli studenti siano informati e si sentano partecipi di ciò che li accade attorno, dai problemi scolastici a quelli politici e sociali. Per questo la protesta ha riguardato il dissenso verso le politiche del Governo giallo-verde: Decreto Sicurezza, Decreto Scuole Sicure, tagli all’istruzione, Alternanza scuola-lavoro e nuovo Esame di Stato.

Con questo Governo nelle città, come si può ben notare nella nostra, dilaga ormai il razzismo e l’egoismo, negare l’aiuto al prossimo è all’ordine del giorno e non c’è bisogno di ribadire che dietro le politiche entrate in vigore vi sia un pensiero fascistoide. E’ l’ora di riprendersi i nostri spazi e scacciare le carogne con un antifascismo attivo e militante.
Questo Governo parla di sicurezza e di abbattimento della povertà ma ciò che fanno è un lavoro di repressione, militarizzazione delle città e completo controllo.

Con il Decreto Sicurezza aumentano i clandestini lasciati per strada e vengono negati gli aiuti umanitari a chi fugge dal proprio Paese per cercare un futuro sperandolo migliore. Gli spazi che propongono ospitalità e alternative di vita, lontane dalle logiche del profitto e dello sfruttamento, vengono ora costantemente minacciate di sgombero fino all’effettivo sfratto coatto. Vogliamo quindi esprimere la nostra solidarietà ai torinesi dell’Asilo sgomberato che recentemente stanno lottando per il loro spazio e contro la militarizzazione della città.
Il Decreto Scuole Sicure prevede l’impiego di 2.5 milioni di euro per sottoporre le scuole ad un controllo poliziesco e per le installazione di telecamere; nel mentre vengono tagliati 4 miliardi di euro all’istruzione e all’edilizia scolastica. L’intenzione di abituare alla repressione e al controllo, piuttosto che alla formazione culturale e di un libero pensiero, è evidente. Anche l’Esame di Stato rincara questa linea proponendo una prova meramente nozionistica e richiedendo l’esposizione dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro, che va a sostituire la tesina dove lo studente poteva esprimere sé stesso e ciò che lo interessava.
L’alternanza scuola- lavoro, che siano 200 o 90 ore, aggrava tutta questa vomitevole situazione con l’imposizione di svolgere manovalanza inutile e gratuita, vietandoci di impiegare autonomamente e liberamente il nostro tempo. Piuttosto che proporre posti di lavoro per far fronte al problema della disoccupazione preferiscono far lavorare gratuitamente noi giovani.

SE LE SCUOLE CROLLANO O SE SEI DISOCCUPATO, LA COLPA E’ DEL PADRONE E NON DELL’IMMIGRATO

Dal nostro punto di vista la mobilitazione di oggi ha dimostrato che esiste ancora un’ opposizione studentesca che non accetta di stare in silenzio, ma ha voglia di urlare e farsi sentire. 
Noi speriamo che questo sia solo l’inizio di un percorso di lotta organizzato da noi studentesse e studenti. La rabbia non deve spegnersi e il rifiuto di stare alle loro regole nemmeno.

‘’QUANDO L’INGIUSTIZIA DIVENTA LEGGE LA RESISTENZA DIVENTA DOVERE’’ (Brecht)

CI TROVIAMO TUTTI I VENERDI’ ALLE 15.OO IN VIA DON MINZONI 300 (S.ANNA), DAJE!

Ringraziamo Genius Productions per la bici, la cassa e il supporto!”

Collettivo Autonomo Studenti Lucchesi

 

   

   

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