Lotte ambientali, lotte al capitalismo. Incontro con i comitati

Venerdì 5 aprile alle 17:30 presso la biblioteca popolare di San Concordio (Via Urbiciani 362 Lucca) promuoviamo un momento di dibattito e di confronto sulle lotte ambientali, su ecologia e anticapitalismo insieme al Comitato No Asse di Viareggio e al Comitato contro la discarica alla ex Cava Viti di Montignoso (Massa). Dopo la discussione seguirà come sempre un aperitivo conviviale.

 

Lotte ambientali, lotte al capitalismo. Incontro con i comitati 

 

La mobilitazione mondiale dello scorso 15 marzo, straordinaria per estensione e partecipazione, e il non meno importante e numeroso corteo del 23 marzo a Roma contro le Grandi Opere Inutili, hanno fatto irrompere al centro della scena quella che forse è la questione più importante e drammatica della nostra epoca: l’incompatibilità tra il sistema economico capitalista e l’abitabilità del pianeta da parte dell’uomo, così come di milioni di altre specie viventi (siamo già nel bel mezzo di una delle più grandi estinzioni di massa). Deforestazione, desertificazione di terre fertili, inquinamento dell’aria e delle acque, migrazioni di massa, distruzione del territorio per far spazio a grandi opere e speculazione edilizia… Questo il disastro quotidiano che ci circonda.

Tutto porterebbe a dire che non c’è abbastanza tempo, che ormai è troppo tardi per fermare la megamacchina che ci sta distruggendo. Eppure, dobbiamo provare a dirci che invece no, siamo ancora in tempo, e provare ad agire di conseguenza. Non disprezziamo affatto i comportamenti individuali virtuosi, pensiamo anzi che siano importanti e necessari, che possano contribuire a diffondere una cultura del risparmio, del riuso, della rinuncia allo spreco. Pensiamo anche, però, che da soli non siano sufficienti. C’è bisogno di mettere in campo una lotta più grande, generale e di sistema, una lotta che al contempo individui degli obiettivi specifici contro cui scontrarsi.

I tantissimi movimenti e comitati contro le grandi opere inutili e distruttive dell’ambiente e della bellezza dei territori che sono sorti negli ultimi decenni nel nostro paese, a partire dall’ormai quasi trentennale lotta No Tav, hanno tracciato questa via; hanno cominciato a porre, a partire dal loro piccolo, questo problema generale.
Sull’onda delle ultime manifestazioni di marzo, ci interessa quindi promuovere un momento di conoscenza, di riflessione e dibattito incontrando due esempi di vertenze territoriali a noi vicine: la lotta No Asse di Viareggio e il comitato contro la discarica alla ex Cava Viti di Montignoso (Massa).

Un’occasione per riflettere su come saldare insieme ambientalismo e anticapitalismo, oltreché uno stimolo ad interessarci più direttamente e attivamente di altre vertenze ambientali che attraversano il nostro territorio (dall’opposizione al pirogassificatore di Fornaci di Barga a quella al progetto degli assi viari nella piana di Lucca).

 

Volantino per la stampa e la diffusione:

 

 

Che cos’è il comitato No Asse di Viareggio?

“Chiamato propagandisticamente via del Mare, il progetto dell’asse di penetrazione è devastante da numerosi punti di vista. Si tratta di una vera e propria superstrada a ridosso del parco. Una strada extraurbana che attraverserebbe due quartieri con tanto di guardrail, rampe e numerose corsie. Una strada che andrà ad abbattere diverse centinaia e centinaia di piante, ad abbattere un edificio dove vivono nove famiglie e che dividerà in due la città non risolvendo il problema del traffico ma facendolo in realtà aumentare. Noi crediamo che il territorio sia già stato abbastanza devastato da altri ecomostri, spesso incompiuti, che hanno consumato il suolo (e i soldi pubblici!), cementificandolo e stravolgendone la stessa identità della città. Sono già molte le fonti d’inquinamento che incidono sulla salute dei cittadini e compromettono l’acqua, l’aria e tutto l’ambiente viareggino. Ormai da diversi anni la lotta contro l’asse procede vedendo affiancato alle solite realtà sociali e politiche il comitato salviamo la pineta e il coordinamento No Asse. Manifestazioni, presidi, raccolte i firme, critical mass e molte altre sono state le iniziative fin qui messe in cantiere contro un progetto scellerato che stuprerebbe il parco naturale.”

 

Che cos’è il Comitato contro la discarica alla ex Cava Viti di Montignoso (Massa)?

“Parlare di gestione trasparente del ciclo dei rifiuti e delle discariche nel panorama italiano è senz’altro un argomento carico di contraddizioni ed esperienze fatte di illeciti, sanzioni e processi.
È altrettanto evidente che quando i soggetti economici coinvolti nella gestione del ‘business della monnezza’ trovano nelle normative regionali e nazionali incertezze, clausole, ambiguità utili all’abbattimento dei costi ed alla possibilità di estrarre profitto, non esitano ad utilizzarle a scapito della salute dei cittadini coinvolti ed alla tutela del territorio interessato.
Se consideriamo queste due ipotesi, che non sembrano direttamente collegate, alla luce della contemporanea tendenza diffusa in tutta Italia nel trasformare siti di estrazione minerale in discariche per rifiuti urbani o industriali, ecco che scoperchiamo un vaso di pandora che ci mette di fronte alla necessità di problematizzare politiche pubbliche che assecondano questi interessi economici, e riconquistare la capacità di determinarle secondo diversi criteri di interesse: salute, tutela, redistribuzione, uguaglianza.
Il caso della ex Cava Fornace, al confine tra il comune di Pietrasanta (LU) e quello di Montignoso (MS), nasce in origine, come molte altre situazioni, come sito di stoccaggio di materiali di scarto dalle lavorazioni lapidee provenienti dal territorio limitrofo per poi, attraverso la riclassificazione dei conferimenti ammissibili, aprire le porte allo stoccaggio di rifiuti speciali, vero oggetto della possibilità di trarre profitto per le aziende del settore. Le obiezioni e gli argomenti portati dal Comitato dei Cittadini, elaborati attraverso una inchiesta pubblica in collaborazione con l’Università di Pisa, riguardano le caratteristiche geomorfologiche, idrogeologiche ed ambientali del sito, a ridosso dell’area naturalistica del Lago di Porta, un territorio carsico e ricco di falde acquifere che garantiscono l’approvvigionamento idrico a gran parte della Versilia.
Nello specifico la discarica, autorizzata al trattamento dell’amianto, è gestita dalla società Programma Ambiente spa, partecipata da comune di Prato, che nel 2016 ha acquisito la maggioranza assoluta di Programma Ambiente Apuane, e a sua volta è stata recentemente inglobata da Alia spa, la nuova grande società di gestione dei servizi ambientali nella Toscana Centrale. Questo meccanismo di gestione a scatole cinesi, inserito nel quadro della privatizzazione dei servizi pubblici e dell’allontanamento del potere decisionale dagli abitanti del territorio coinvolto è uno dei comuni denominatori delle molte vertenze dei comitati sparse sul tutto il territorio nazionale.
Il prevalere degli interessi economici di Società, spesso partecipate da enti pubblici, sulla tutela dell’ambiente e della salute degli abitanti è una realtà affermata che può e deve essere messa in discussione: resistere al profitto, organizzarsi, fermare la devastazione. Se è vero che la questione dei rifiuti e della loro gestione è un problema complesso, che chiama in causa il sistema produttivo, la cultura del consumo, l’approccio emergenziale delle politiche pubbliche, è importante agire localmente con tutti gli strumenti a disposizione dei comitati per determinare precedenti positivi e allo stesso tempo, incrementare strumenti di coordinamento, reti di solidarietà che mettano in comunicazione queste esperienze, con la volontà di riaffermare le ragioni collettive sugli interessi privati e invertire la rotta nelle politiche di gestione del territorio.”

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