Tribunali e incendi non fermeranno la Viareggio che non si piega

è di pochi giorni fa la notizia che il Tribunale di Lucca ha riaperto le indagini a carico di 25 manifestanti che il 16 maggio 2015 contestarono il comizio di Salvini a Viareggio. Violenza privata aggravata, lesioni e danneggiamenti sono i nuovi reati ipotizzati. Dopo aver fatto flop con un precedente tentativo di repressione dell’opposizione sociale e popolare espressa durante quella giornata (28 decreti penali di condanna con multe fino a 1350 euro per adunata sediziosa, decaduti lo scorso dicembre dal momento che gli imputati sono stati assolti con formula piena), si tenta ancora una volta, in barba al ridicolo e alla stessa legalità – il codice di procedura penale ex art.649 vieta un secondo giudizio sui medesimi fatti -, di spaventare e frenare le spinte di ribellione al pagliaccio Salvini che crescono nel paese.

La storia politica di quella giornata a Viareggio è già stata scritta, ed è indipendente da qualunque condanna o assoluzione che può sancire un’aula di tribunale. Il 16 maggio 2015 il comizio di Salvini e dei suoi pochi sostenitori è stato accerchiato, assediato e interrotto da una protesta spontanea, popolare, di massa, che ha visto la partecipazione di diverse centinaia di persone, e che ha costretto l’attuale ministro dell’Interno a fuggirsene impaurito, fischiato e (figuriamoci se poteva andare diversamente) scortato dalla polizia. Insomma, un’anticipazione del Salvini Scappa Tour che stiamo vedendo proprio in questi giorni.

Non dimentichiamoci la vigliaccheria e l’ipocrisia del personaggio di cui parliamo: un ministro della polizia che promette repressione, carcere, sgomberi, manette e addirittura lavori forzati per tutte le categorie sociali che finiscono nel suo mirino salvo poi essere un campione di assenteismo, fannullonaggine e fuga dai tribunali grazie all’immunità parlamentare.

In questi giorni in cui la crisi di governo ha aperto dei nuovi scenari di cui è ancora difficile prevedere l’esito, è bene ribadire che nessun giochino parlamentare, nessuna presunta garanzia costituzionale o “giustizia giudiziaria” può essere una risposta efficace alla torsione autoritaria che Salvini ha intensificato nell’ultimo anno grazie anche ai due infami decreti sicurezza. Solo il conflitto sociale e la presenza determinata nelle piazze, come è stato fatto a Viareggio nel 2015, possono rompere il suo teatrino.

Per parte nostra non possiamo che esprimere piena solidarietà e complicità con tutti gli indagati e le indagate per quella contestazione. Cogliamo inoltre l’occasione per manifestare la nostra vicinanza al Sars, che ha da poco subito un vigliacco tentativo di incendio. Non saranno certo le carte dei tribunali né le fiamme di qualche frustrato a fermare le lotte e il lavoro quotidiano sul territorio che portano avanti i compagni e le compagne di Viareggio.

Lascia un commento

commenti

Shares